Cassazione Penale, Sentenza n. 43424/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato l'appello avverso il provvedimento della Corte di Appello di Catanzaro 29/01/2024, con cui era stata respinta l'istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente deduceva che il lungo periodo di detenzione cautelare (oltre cinque anni) e la disponibilità di un domicilio distante (circa 200 km) avrebbero affievolito le esigenze cautelari, rendendo possibile l'applicazione della misura domiciliare eventualmente con presidio elettronico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il ricorrente si sia limitato a reiterare le stesse argomentazioni già svolte dinanzi ai giudici di merito senza confrontarsi con le motivazioni che hanno portato al rigetto. Richiamando la giurisprudenza consolidata, la Corte ha affermato che il mero decorso del tempo in carcere non è sufficiente, di per sé, a dimostrare l'attenuazione delle esigenze cautelari e che, per i reati correlati al traffico di stupefacenti, opera una presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere, non vinta dal semplice spostamento del domicilio o dalla disponibilità di misure alternative come il controllo elettronico. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74
Norma sostanziale relativa ai delitti in materia di stupefacenti; la gravità e il ruolo dell'imputato nell'attività di spaccio sono stati valutati come elementi che mantengono attuali le esigenze cautelari.
codice di procedura penale, art. 275, comma 3
Riferimento alla presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari per taluni reati: per tali fattispecie la custodia in carcere è considerata adeguata salvo prova contraria, anche in sede di richiesta di sostituzione della misura.
codice di procedura penale, art. 299, comma 2
Richiamata nella giurisprudenza per spiegare che la clausola di esclusione rafforza la persistenza del carattere attuale e concreto del pericolo per i reati più gravi; non basta il decorso del tempo per superare questa presunzione.
codice di procedura penale, art. 275-bis
Regime degli strumenti elettronici di controllo a distanza; la Corte ha rilevato che il giudizio di inadeguatezza degli arresti domiciliari equivale a pronuncia sull'inopportunità dell'impiego di tali strumenti, per cui la mera disponibilità non prevale sulla valutazione di rischio.
codice di procedura penale, art. 616
Norma che consente la condanna alle spese del procedimento; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e, in via equitativa, alla somma per la Cassa delle ammende.
disposizioni di attuazione cod. proc. pen., art. 173
Richiamata in relazione all'obbligo di sintesi dei motivi di ricorso per cassazione; il ricorso è stato sintetizzato conformemente al disposto normativo.
Massime di principio
- Il mero decorso del tempo di esecuzione della custodia cautelare non è sufficiente, da solo, a dimostrare l'attenuazione delle esigenze cautelari: è necessario apportare elementi nuovi e concreti che incidano sul quadro cautelare.
- Per reati gravi, quali quelli in materia di stupefacenti, opera una presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere; tale presunzione non è superata dalla sola disponibilità di un domicilio lontano o dall'offerta di controlli elettronici.
- In un ricorso per cassazione contro un provvedimento cautelare è essenziale confrontarsi puntualmente con le motivazioni dei giudici di merito e provare, con fatti nuovi o valutazioni concrete, l'errore o l'inadeguatezza della misura; la semplice reiterazione delle stesse argomentazioni comporta inammissibilità.
- La scelta di eventuali misure alternative (arresti domiciliari con controllo elettronico) deve essere supportata da elementi che dimostrino l'effettiva idoneità a prevenire la reiterazione del reato e l'interferenza con il sodalizio criminale; la distanza geografica del domicilio non garantisce automaticamente tale idoneità.
- La valutazione di rischio e di adeguatezza della misura è discrezionale e motivata dal giudice di merito; per impugnare efficacemente occorre criticare specificamente la valutazione probatoria e offrire elementi concreti che la smentiscano.
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