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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34611/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

De Luca era stato condannato per una serie di contravvenzioni in materia edilizia e urbanistica. In cassazione ha dedotto due motivi: (1) estinzione dei reati per prescrizione, sostenendo che non dovevano essere computati i 101 giorni (3 marzo - 9 luglio 2021) che la Corte territoriale aveva considerato sospesi per l'adesione del difensore all'astensione dalle udienze, posto che alla ripresa il difensore aveva denunciato un vizio di notifica; (2) vizio di motivazione e violazione di legge per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato (inammissibile) perché la Corte di appello aveva adeguatamente motivato la negazione delle attenuanti generiche in ragione della pervicacia dell'imputato, della gravità delle opere abusive e dei precedenti. Il primo motivo, relativo alla prescrizione, è stato ritenuto infondato ma non manifestamente; tuttavia, verificato che nel frattempo è comunque maturata la prescrizione (termine collocato al 30 settembre 2021), la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 159, comma 1, cod. pen.

    Il corso della prescrizione rimane sospeso quando la sospensione del processo sia imposta da una disposizione di legge; la norma è la base per valutare quando la sospensione processuale determini la sospensione della prescrizione.

  • art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen.

    Prevede che il giudice debba rinviare la trattazione se la mancata presenza del difensore è dovuta a legittimo impedimento, con la conseguenza che l'adesione legittima all'astensione sindacale del difensore determina il rinvio e perciò la sospensione del corso della prescrizione.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la valutazione delle circostanze attenuanti generiche: la Corte d'appello ha ritenuto che la particolare pervicacia, la gravità dell'illecito e i precedenti giustificassero la reiezione delle attenuanti.

Massime di principio

  • L'adesione legittima del difensore all'astensione dalle udienze determina il rinvio dell'udienza e la conseguente sospensione del corso della prescrizione per il periodo di astensione.
  • Un vizio di notifica che legittima la rinnovazione della citazione (nullità a regime intermedio) non sospende automaticamente la prescrizione se non tempestivamente dedotto: la nullità è sanata se non eccepita nel corso del giudizio.
  • Se coesistono due cause autonome di rinvio (es. astensione del difensore e vizio di notifica), l'adesione all'astensione può prevalere ai fini pratici della sospensione della prescrizione quando impedisca al giudice di verificare e rimuovere il vizio nella stessa udienza.
  • La difesa che, per scelta di astensione, non eccepisce immediatamente vizi procedurali non può poi sfruttare tale scelta per ottenere un vantaggio sostanziale nel computo della prescrizione.
  • Quando la prescrizione matura nel corso del giudizio di legittimità, la Cassazione può annullare senza rinvio la sentenza di merito per estinzione del reato.
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche va motivato alla luce dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen.; recidiva, gravità e pervicacia possono giustificare il rifiuto delle attenuanti.

Testo integrale

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