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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03116/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. In conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La condanna di merito per il reato in materia di stupefacenti, già confermata in appello, è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado per un fatto di detenzione/cessione di stupefacenti, contestando con due motivi: (1) la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, deducendo mancanza e manifesta illogicità della motivazione nonché violazione di legge; (2) l'omessa riqualificazione del fatto nell'ipotesi di lieve entità di cui all'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990, lamentando ancora vizio di motivazione ed erronea applicazione della legge. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambe le doglianze non deducibili in sede di legittimità, rilevando che la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche era logicamente coerente e non sindacabile e che, quanto alla lieve entità, la Corte territoriale aveva valutato complessivamente gli elementi rilevanti del fatto, valorizzando profili di professionalità dello spaccio e quindi escludendo correttamente la minima offensività.

Norme richiamate

  • art. 81 cpv. c.p.

    richiamato come disposizione di continuazione applicata nella contestazione originaria

  • art. 73, comma 4, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    base della condanna di merito per il reato in materia di stupefacenti

  • art. 80 lett. a) D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    circostanza aggravante contestata nel capo di imputazione e confermata nella condanna

  • art. 62-bis c.p.

    le attenuanti generiche possono essere negate con motivazione congrua e logicamente coerente, non sindacabile in cassazione se immune da vizi logici

  • art. 73, comma 5, D.P.R. n. 309 del 1990

    la lieve entità richiede una valutazione complessiva di mezzi, modalità, circostanze, quantità e qualità della sostanza, e può essere esclusa se anche uno solo degli elementi considerati depone contro la minima offensività

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    richiamata per la condanna del ricorrente alla somma in favore della Cassa delle ammende a seguito di inammissibilità

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito riesaminare il merito della valutazione di congruità della motivazione con cui il giudice di merito abbia negato le attenuanti generiche, quando la decisione sia sorretta da ragioni logiche e coerenti con gli elementi processuali.
  • La qualificazione del fatto come ipotesi di lieve entità in materia di stupefacenti esige una valutazione globale e non atomistica di tutti i criteri legali: mezzi, modalità, circostanze dell'azione, quantità e qualità della sostanza, anche in relazione al grado di purezza.
  • La lieve entità deve essere esclusa quando la valutazione complessiva evidenzi elementi incompatibili con la minima offensività, anche se non tutti i parametri normativi depongano in senso sfavorevole.
  • La motivazione del diniego della lieve entità deve dare conto dell'esame di tutti gli aspetti normativamente rilevanti e spiegare la prevalenza attribuita ad alcuni di essi rispetto ad altri.
  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile per motivi non deducibili in sede di legittimità, seguono la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo ragioni di esonero.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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