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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34899/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (società di servizi)

La controversia

La lite nasce dal recupero di un veicolo industriale di proprietà di una società finanziaria, consegnato a una società incaricata del recupero e, per il suo tramite, a un'impresa individuale che lo ha tenuto in custodia per un lungo periodo. Al momento della riconsegna, il mezzo risultava privo di alcuni componenti essenziali e quindi parzialmente inutilizzabile. La società proprietaria ha chiesto il risarcimento dei danni nei confronti sia della società incaricata del recupero sia dell'impresa individuale che aveva avuto materialmente la custodia del mezzo, deducendo responsabilità contrattuale della prima e extracontrattuale della seconda. Il tribunale ha accolto la domanda e condannato entrambi in solido. In appello ha impugnato solo il custode materiale, sostenendo che mancasse prova del danno e che le fotografie prodotte non consentissero di dimostrare che i pezzi mancanti fossero presenti al momento della consegna. La corte d'appello ha accolto l'impugnazione del solo appellante, ritenendo non provato il danno e reputando formato il giudicato interno sulla condanna della società incaricata del recupero, non avendo quest'ultima appellato. La società condannata in primo grado ha allora proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato la violazione dell'art. 331 c.p.c., sostenendo che, per la presenza di una domanda di regresso/garanzia nei confronti del coobbligato e per l'inscindibilità delle posizioni, l'appello avrebbe dovuto coinvolgere anche lei e l'esito favorevole del gravame del coobbligato avrebbe dovuto estendersi alla sua posizione; con il secondo ha denunciato la violazione dell'art. 112 c.p.c. per avere la corte territoriale eliminato un capo della sentenza di primo grado senza specifica impugnazione. La Suprema Corte ha accolto il primo motivo, ritenendo che, per effetto della domanda di regresso/garanzia proposta in primo grado, si fosse formato un litisconsorzio necessario processuale e che l'accertamento sulla prova del fatto dannoso dovesse essere unitario nei confronti di tutte le parti. Ha dichiarato assorbito il secondo motivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ha dichiarato assorbito il secondo, ha cassato la sentenza impugnata limitatamente alla statuizione censurata e, decidendo nel merito, ha riformato la decisione di primo grado rigettando la domanda risarcitoria della società finanziaria anche nei confronti della ricorrente. Ha compensato integralmente le spese dei gradi di merito e ha condannato la società finanziaria e il coobbligato appellante al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 331 c.p.c.

    Quando, per effetto di una domanda di regresso/garanzia o di un rapporto di dipendenza tra le posizioni soggettive, si configura un litisconsorzio necessario processuale, l'impugnazione proposta da una sola parte impone l'integrazione del contraddittorio e l'esito del gravame si estende anche alla parte non appellante, impedendo la formazione di giudicati separati sul medesimo accertamento comune.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice non può pronunciare su capi non devoluti; tuttavia, nel caso concreto, la Corte non fonda la decisione su questo motivo, che resta assorbito.

  • art. 1306 c.c.

    La solidarietà passiva, di regola, consente la scindibilità dei rapporti e non determina necessariamente litisconsorzio necessario in appello; la deroga opera quando le posizioni dei condebitori sono logicamente dipendenti e l'accertamento della responsabilità dell'uno presuppone quella dell'altro.

  • art. 2055 c.c.

    La responsabilità solidale per fatto dannoso di più persone può sussistere anche se le condotte sono autonome e i titoli di responsabilità sono diversi, purché l'evento dannoso sia unico rispetto al danneggiato.

  • art. 384, secondo comma, c.p.c.

    In assenza di ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può decidere la causa nel merito dopo la cassazione della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • L'obbligazione solidale passiva non comporta automaticamente inscindibilità delle cause in appello: la scindibilità resta la regola, ma viene meno quando le posizioni dei coobbligati siano tra loro in rapporto di dipendenza logica o giuridica.
  • Se il convenuto, costituendosi, propone domanda di regresso o di manleva nei confronti del coobbligato, l'accertamento sulla responsabilità verso il terzo e sulla responsabilità interna tra i convenuti può diventare necessariamente comune, con trasformazione del rapporto in litisconsorzio necessario processuale.
  • In presenza di litisconsorzio necessario processuale, l'impugnazione proposta da uno solo dei coobbligati non può condurre a un giudicato differenziato sull'accertamento comune: l'effetto della riforma o della cassazione si estende anche alla parte non appellante coinvolta nel medesimo rapporto dipendente.
  • Quando il motivo di gravame investe la mancanza di prova del fatto dannoso comune, il giudice d'appello deve rimuovere la condanna di tutti i soggetti coinvolti nell'accertamento unitario, non potendo confermare la responsabilità di uno e negarla per l'altro sulla base del medesimo compendio probatorio.
  • La domanda qualificata come garanzia impropria o regresso, se fondata sulla comune imputazione del fatto dannoso a più soggetti, rende l'accertamento del fatto costitutivo inscindibile tra domanda principale e rapporto interno tra convenuti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessarioOnere della provaGiudicato

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