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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28562/2022 del 20/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: 1) nullità dell'atto introduttivo del giudizio d'appello per mancata traduzione del decreto di citazione in una lingua conosciuta dall'imputato; 2) vizio di motivazione e violazione di legge con riguardo all'elemento psicologico (dolo), sostenendo che il passaggio sarebbe stato concesso in buona fede senza consapevolezza dell'illiceità; 3) omessa o manifestamente illogica motivazione sul rigetto della richiesta di derubricazione nell'ipotesi non aggravata (art.12, comma 1, d.lgs. n.286/1998), dato che era stato trasportato una sola persona e non esposta a pericolo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato e assorbente il primo motivo: ha affermato l'obbligo di traduzione del decreto di citazione destinato all'imputato alloglotta non irreperibile né latitante, anche se l'imputato aveva eletto domicilio presso il difensore. Per tale violazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Perugia per nuovo giudizio, con l'ordine di rinnovare la citazione a giudizio trascrivendo il relativo decreto in una lingua nota all'imputato. Non è stata pronunciata decisione sulle questioni di merito (dolo e derubricazione), che dovranno essere eventualmente riesaminate nel nuovo processo.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - art. 12, comma 3, lett. d)

    art. 12, comma 3, lett. d)

    Norma incriminatrice relativa al favoreggiamento dell'ingresso e soggiorno di stranieri; la fattispecie aggravata applicata in relazione al comportamento di aver consentito l'introduzione nel territorio nazionale di una cittadina straniera priva di permesso di soggiorno.

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - art. 12, comma 1

    Ipotesi base del reato di favoreggiamento dell'ingresso; richiamata in relazione alla richiesta difensiva di derubricazione nella forma non aggravata.

  • codice di procedura penale - art. 178, lett. c)

    Prevede la nullità degli atti quando la notificazione o comunicazione non sia stata eseguita nella forma prescritta; la Corte ha ritenuto che la mancata traduzione degli atti per un imputato alloglotta integri la nullità a norma di questo articolo.

  • d.l. 28.10.2020, n. 137, art. 23, comma 8 (convertito dalla L. 18.12.2020, n. 17)

    art. 23, comma 8, d.l. 28.10.2020, n. 137, conv. L. 18.12.2020, n. 17

    Norma richiamata in tema di deposito delle conclusioni scritte del Procuratore Generale dinanzi alla Corte di Cassazione; usata proceduralmente nel procedimento cassazionale.

Massime di principio

  • Per gli imputati non madrelingua sussiste l'obbligo di tradurre in una lingua a loro nota il decreto di citazione a giudizio; la mancata traduzione può determinare la nullità dell'atto e l'annullamento della sentenza.
  • L'elezione di domicilio presso il difensore non sostituisce né esaurisce il diritto dell'imputato alloglotta a ricevere la traduzione degli atti processuali nella propria lingua.
  • Se si eccepisce tempestivamente la mancata traduzione dell'atto introduttivo, la questione può assorbire gli altri motivi di doglianza e portare al rinvio del giudizio per rinnovazione della citazione.
  • Le questioni di merito (es. esistenza del dolo o derubricazione nella fattispecie non aggravata) restano comunque rimesse al giudice del merito se la nullità formale determini l'annullamento; pertanto, in situazioni simili è prudente sollevare sia eccezioni processuali sia difese di merito.
  • Per ottenere una derubricazione è necessario dimostrare concretamente l'assenza degli elementi aggravanti (organizzazione, esposizione a pericolo, più persone trasportate, profitto, ecc.); la sola circostanza di aver trasportato una persona non basta automaticamente a escludere la fattispecie aggravata senza valutazione probatoria.

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