Cassazione Penale, Sentenza n. 12386/2023 del 24/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di Appello di Napoli del 29/12/2021 che aveva dichiarato inammissibili i loro appelli avverso la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 24/01/2020. I reati a loro ascritti comprendevano, tra gli altri, violazioni dell'art. 73 comma 5 d.P.R. 309/1990, reati contro il patrimonio (artt. 56, 624, 625 nn.2 e 4 c.p.) e il reato previsto dagli artt. 110, 624-bis c.p. (per Fusco). I ricorrenti hanno dedotto che i reati erano già estinti per prescrizione, ai sensi dell'art. 161 c.p., prima della pronuncia di appello (le pronunce di appello si sono tenute rispettivamente il 27/09/2020 per Bevilacqua Egidio, Bevilacqua Diodoro e Busiello Salvatore; il 07/11/2020 per Fusco Antonio; e il 30/08/2021 per Di Girolamo Rosa), considerando comunque una sospensione del corso della prescrizione per 378 giorni. È stato inoltre richiamato il principio secondo cui la causa di non punibilità per prescrizione deve poter essere rilevata d'ufficio dal giudice dell'impugnazione (Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015, dep. 2016, Rv. 266819).
La decisione
La Corte suprema ha ritenuto i ricorsi fondati e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per prescrizione. In sostanza, la pronuncia di appello era successiva al maturare della prescrizione per i reati ascritti ai ricorrenti (pur computando la sospensione di 378 giorni), e la Corte d'appello aveva omesso di rilevare d'ufficio tale estinzione; perciò la Cassazione ha disposto l'annullamento senza rinvio per estinzione dei reati.
Norme richiamate
Disciplina l'estinzione del reato per prescrizione; la Corte ha ritenuto che la prescrizione si sia perfezionata prima della pronuncia di appello, determinando l'estinzione dei reati e l'annullamento della sentenza impugnata
d.P.R. 309/1990, art. 73 comma 5
Norma sul traffico di sostanze stupefacenti; i reati contestati ai Bevilacqua e a Busiello rientravano in questa fattispecie e sono stati considerati estinti per prescrizione
artt. 56, 624, 625 nn.2 e 4 cod. pen.
Riguardano la concorso nel reato, il furto e le aggravanti; applicati nel capo relativo a Di Girolamo Rosa, la condanna relativa è stata estinta per prescrizione quando questa si è perfezionata prima dell'appello
Articolano il concorso nel reato e il reato di ricettazione; per Fusco la condanna confermata in appello per il capo K) è stata comunque valutata alla luce della prescrizione maturata prima della pronuncia d'appello
Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015 (Rv. 266819)
Sezione Unite, 17/12/2015, n. 12602, Rv. 266819
Principio secondo cui la causa di non punibilità per prescrizione deve poter essere rilevata d'ufficio dal giudice dell'impugnazione; la Corte ha richiamato questo principio per censurare l'omessa valutazione della prescrizione da parte della Corte d'appello
Massime di principio
- Il giudice d'appello deve accertare d'ufficio, anche se l'appello è stato dichiarato inammissibile, se la prescrizione si è già perfezionata prima della sua pronuncia; l'omissione integra motivo di annullamento
- Se la prescrizione del reato si è perfezionata prima della sentenza d'appello, la condanna è estinta e la Corte di legittimità può annullare la sentenza impugnata senza rinvio
- Nel calcolo della prescrizione vanno considerate eventuali sospensioni (qui annotate 378 giorni); il computo preciso può essere determinante per stabilire se la prescrizione sia intervenuta
- La deduzione della prescrizione in sede di gravame obbliga il giudice dell'impugnazione a verificarne l'esistenza anche d'ufficio, ai sensi della giurisprudenza delle Sezioni Unite
- Quando più imputati appellano per capi diversi, la verifica della prescrizione deve essere effettuata capo per capo e per ciascun imputato
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