Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 16827/2025 del 06/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Cosenza, quale giudice dell'esecuzione, che aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina del reato continuato ex art. 81 c.p. tra varie sentenze irrevocabili di condanna per estorsione, associazione mafiosa ed omicidio in concorso con altri. La difesa ha dedotto inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 81 c.p., 125 e 671 c.p.p., oltre a vizio di motivazione per contraddittorietà e illogicità, sostenendo che il giudice avrebbe riprodotto la medesima motivazione di un precedente rigetto senza considerare elementi nuovi allegati nella successiva istanza. In sostanza, si contestava il mancato riconoscimento dell'unicità del disegno criminoso tra i reati indicati, in particolare tra alcune estorsioni e, per l'ultimo episodio, tra l'estorsione e l'omicidio in concorso con altri.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze, osservando che il giudice dell'esecuzione aveva motivato adeguatamente sia l'esclusione della continuazione tra l'estorsione del primo titolo e i reati associativi e di estorsione del secondo titolo, sia l'esclusione tra le due estorsioni distanti oltre dieci anni. Quanto al rapporto tra l'estorsione e l'omicidio in concorso con altri, la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del principio secondo cui, in caso di concorso anomalo con attenuante ex art. 116 c.p., è incompatibile il riconoscimento della continuazione. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Disciplina della continuazione richiesta dalla difesa; il giudice deve verificare l'unicità del disegno criminoso tra i reati oggetto di distinte condanne.

  • art. 125 c.p.p.

    La motivazione dell'ordinanza di esecuzione è stata ritenuta sufficiente e non viziata da contraddittorietà o illogicità.

  • art. 671 c.p.p.

    Norma invocata per la richiesta di applicazione della continuazione in sede esecutiva.

  • art. 116 c.p.

    Nel concorso anomalo, l'attenuante per il reato diverso o più grave esclude il riconoscimento della continuazione, perché le due categorie sono concettualmente incompatibili.

Massime di principio

  • In sede esecutiva, la continuazione tra più sentenze di condanna può essere riconosciuta solo se risulti un effettivo medesimo disegno criminoso; la motivazione del giudice è sufficiente quando spieghi perché gli episodi siano tra loro non unificabili per struttura, tempi e contesto.
  • La rilevante distanza temporale tra fatti criminosi costituisce un indice ostativo al riconoscimento dell'unicità del disegno criminoso, specie quando separa condotte autonome e non programmate in modo unitario.
  • La partecipazione a un'associazione criminale e la commissione di un'estorsione non consentono automaticamente di ravvisare un unico disegno criminoso con altri reati, dovendosi verificare in concreto l'unicità programmatica.
  • Nel concorso anomalo, la diminuente ex art. 116 c.p. è incompatibile con l'applicazione della continuazione tra i reati, poiché la prima presuppone la mera prevedibilità dell'evento ulteriore, mentre la seconda richiede la piena volizione e programmazione unitaria di tutti i reati.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le censure si risolvono in contestazioni manifestamente infondate della motivazione del giudice dell'esecuzione, senza evidenziare reali violazioni di legge o vizi argomentativi decisivi.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.