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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38363/2025 del 26/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata aveva confermato la condanna per cessione di sostanza stupefacente in fatto lieve. Con un motivo unico, l'imputato deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in punto di dosimetria della pena e mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Sosteneva che non fossero stati adeguatamente valorizzati la quantità modesta di sostanza ceduta, il profitto esiguo, l'assenza di strumenti indicativi di una condotta strutturata, la consumazione in una sola occasione e il comportamento collaborativo tenuto anche nel processo, segnatamente la scelta del rito abbreviato e la confessione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile. Ha osservato che le censure riproponevano questioni già esaminate dalla Corte d'appello, la quale aveva motivato in modo completo e logico il diniego delle attenuanti generiche, escludendo la presenza di elementi positivi apprezzabili. In particolare, non potevano essere valorizzate né l'ammissione di responsabilità, considerata limitata alla mera evidenza dei fatti, né la scelta del rito abbreviato, ritenuta irrilevante. È stata inoltre confermata la valutazione del primo giudice sui precedenti penali in materia di stupefacenti e sulla gravità del fatto. La Corte ha infine ribadito che la concessione delle attenuanti generiche è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito ed è sindacabile solo per motivazione mancante o manifestamente illogica, evenienza non ricorrente. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    condanna ex art. 73, comma 5

    La fattispecie concreta è stata qualificata come ipotesi lieve in materia di stupefacenti, richiamata dalla sentenza impugnata e considerata già rappresentativa della minore offensività dedotta dal ricorrente.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche sono rimesse a una valutazione discrezionale del giudice di merito e sono censurabili in cassazione solo se la motivazione è mancante, apparente o manifestamente illogica.

  • art. 442 c.p.p.

    La scelta del rito abbreviato non è, di per sé, elemento decisivo ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche.

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche, se sorretto da motivazione completa e non manifestamente illogica, rientra nella discrezionalità del giudice di merito ed è sottratto al sindacato di legittimità nel merito.
  • In sede di legittimità non è sufficiente riproporre elementi già valutati dai giudici di merito se la motivazione impugnata ha dato conto in modo congruo delle ragioni del diniego attenuante.
  • La mera ammissione dei fatti, quando non si traduca in una effettiva collaborazione processuale sostanziale, non impone il riconoscimento delle attenuanti generiche.
  • La scelta del rito abbreviato non costituisce, da sola, elemento decisivo per il riconoscimento delle attenuanti generiche.
  • Quando la condotta presenti i connotati della minore offensività tipica del fatto lieve, gli ulteriori elementi invocati per le attenuanti generiche non assumono necessariamente autonoma forza sintomatica favorevole.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccio
RamiProcesso penaleStupefacenti
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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