Cassazione Penale, Sentenza n. 35033/2024 del 18/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Torino (25/01/2024) che aveva annullato il decreto di sequestro emesso dal Pubblico Ministero il 2/12/2022 ed eseguito il 7/12/2022 riguardante copie forensi di materiale informatico di proprietà di Ravera. Il Procuratore deduceva violazione di legge e motivazione apparente, sostenendo che le operazioni di estrazione e selezione dei dati pertinenti erano state completate in tempi utili e che non risultava alcun trattenimento indiscriminato di dati non pertinenti.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso del Pubblico Ministero infondato. Ha confermato che l'ordinanza del Tribunale del riesame si era correttamente adeguata ai principi richiamati dalla precedente decisione della Sezione Seconda (sul nesso di pertinenza e sulla proporzione dell'abblazione). La Corte ha rilevato l'illiceità di un sequestro probatorio che comporti l'indiscriminata acquisizione di una massa di dati senza criteri di selezione, senza chiari criteri temporali e senza indicazioni organizzative sulle risorse, sui tempi e sui criteri tecnici adottati per isolare e restituire i dati non pertinenti. Ha inoltre osservato l'incompletezza delle operazioni di analisi fino a documentazione tecnica disponibile solo a distanza di molti mesi; ciò ha posto un fumus di incompletezza e ha reso non valutabile ex ante la pertinenza e la proporzione dell'intervento.
Norme richiamate
Norma richiamata tra i reati per cui si procedeva (concorso in condotte ex art. 348). Utilizzata per contestare la rilevanza dei dati ricercati rispetto alla fattispecie penale.
Articolo relativo all'accesso abusivo a sistemi informatici; indicato tra i reati contestati e rilevante per valutare la pertinenza dei dati informatici sequestrati.
Richiamato nell'ambito delle ipotesi di reato aggravate/collegate rispetto alle condotte informatiche per le quali si valutava la pertinenza dei dati sequestrati.
Codice di procedura penale, art. 415-bis
Norma sul confronto probatorio e sull'avviso agli indagati; citata nel contesto della discovery e delle operazioni che hanno evidenziato la presenza di elementi ancora oggetto di trattenimento dopo l'avviso ex art. 415-bis.
Giurisprudenza della Corte di cassazione, Sez. II, sentenza n. 50009/2023
Principio richiamato secondo cui il giudice del riesame deve valutare specificamente pertinenza e proporzionalità del sequestro di dati informatici, la necessarietà del mezzo esplorativo e l'esistenza di adeguate modalità organizzative per la selezione e la restituzione dei dati.
Massime di principio
- Il sequestro di copie forensi deve essere motivato in modo specifico: indicare quali categorie di dati si ricercano e perché sono pertinenti al reato contestato.
- La proporzionalità impone che, quando possibile, il sequestro sia modulato per non compromettere la funzionalità del bene e per limitare l'acquisizione ai soli dati necessari.
- Deve essere prevista e documentata un'organizzazione delle operazioni tecniche: risorse umane, tempi stimati, criteri tecnici e metodologici per selezionare ed escludere dati non pertinenti.
- La mera previsione di una successiva selezione non sostituisce una motivazione ex ante che giustifichi il sequestro esteso; la giustificazione della misura va fornita caso per caso.
- Se precedenti sequestri sugli stessi supporti sono stati annullati, il nuovo sequestro richiede una motivazione ancora più rigorosa circa la necessità e l'impossibilità di misure meno invasive.
- Il Pubblico Ministero deve documentare tempestivamente le operazioni tecniche (verbali, annotazioni), perché l'assenza di tale documentazione può far emergere un fumus di incompletezza e rendere illegittimo il trattenimento prolungato dei dati.
- Quando si estraggono dati pertinenti da una copia forense, la copia integrale dovrebbe essere restituita al titolare una volta completata e motivata la selezione dei dati rilevanti.
- In presenza di dati sensibili o di massa di informazioni non direttamente pertinenti, i giudici devono privilegiare un approccio garantista e verificare che non vi sia sacrificio eccessivo dei diritti del singolo.
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