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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34996/2024 del 18/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 19/12/2023 che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso il provvedimento del GIP che aveva rigettato la richiesta di revoca del decreto del 24/07/2023 di sequestro preventivo di beni aziendali della società Da.Sca. s.n.c. Il ricorrente deduceva: (i) contraddittorietà della motivazione perché la richiesta di restituzione sarebbe stata formulata da lui in proprio e non in qualità di legale rappresentante della società, e pertanto non avrebbe dovuto essere dichiarata l'inammissibilità per mancanza di procura speciale; (ii) violazione di norme processuali perché, essendo socio di una società di persone, vi sarebbe confusione patrimoniale e la nomina fiduciaria del difensore legittimerebbe la tutela dei suoi interessi anche rispetto ai beni sociali.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il ricorrente, pur essendo persona sottoposta alle indagini, non fosse titolare di una situazione giuridica soggettiva attiva lesiva dal provvedimento ablatorio, poiché i beni sequestrati sono patrimonio della società e non del singolo socio che non sia legale rappresentante. L'interesse ad impugnare deve essere concreto e attuale: l'annullamento del provvedimento non avrebbe prodotto per il singolo socio alcun beneficio diretto. È stato affermato che le società di persone, pur prive di personalità giuridica, costituiscono soggetti autonomi e il socio non può agire in proprio per la restituzione dei beni sociali salvo che non deduca e provi un titolo proprio sui singoli beni. Conseguentemente è stata disposta la condanna alle spese e il versamento di C 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 322, comma 1, cod. proc. pen.

    Attribuisce la legittimazione ad impugnare agli imputati/persona sottoposta alle indagini, ma tale legittimazione va valutata congiuntamente al requisito dell'interesse concreto all'impugnazione

  • art. 322-bis, cod. proc. pen.

    Individua i soggetti cui spetta l'appello contro le ordinanze in materia di sequestro preventivo; conferma che il diritto di impugnare è limitato a chi la legge espressamente indica

  • art. 568, commi 3 e 4, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il diritto di impugnazione spetta solo a chi è indicato dalla legge e che per impugnare è necessario avere un interesse concreto; distingue tra legittimazione formale e interesse ad impugnare

  • art. 591, comma 1, lett. a, cod. proc. pen.

    Prevede l'inammissibilità dell'impugnazione proposta da chi non è legittimato o, pur essendolo, non ha interesse; richiamato per affermare l'inammissibilità del ricorso

  • art. 2256 cod. civ.

    Richiama il principio secondo cui il bene conferito a titolo di godimento al patrimonio sociale non può essere utilizzato dal socio per scopi estranei a quelli societari

  • art. 2257, 2266, 2293 cod. civ.

    Norme sulla rappresentanza e funzionamento delle società di persone; la Corte richiama che la rappresentanza spetta ai soci salvo diversa pattuizione, ma nel caso concreto il ricorrente ha escluso di essere il legale rappresentante

  • art. 2281 cod. civ.

    Prevede i casi in cui il socio può chiedere la restituzione dei beni conferiti in godimento (scioglimento, recesso o titolo specifico); la Corte osserva che tali ipotesi non sono state dedotte

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente alle spese e alla somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • L'interesse ad impugnare un provvedimento cautelare deve essere concreto e attuale: chi non ottiene un beneficio diretto dall'annullamento (es. il singolo socio che non è titolare dei beni) manca di interesse e l'impugnazione è inammissibile.
  • Nelle società di persone (es. SNC) esiste autonomia patrimoniale destinata all'esercizio dell'attività sociale: i beni del patrimonio sociale appartengono alla società e non al singolo socio, salvo titoli specifici che il socio deduca e provi.
  • La nomina fiduciaria del difensore non sostituisce la legittimazione soggettiva del socio: l'avvocato può tutelare gli interessi del suo assistito solo se quest'ultimo ha effettivamente un diritto o interesse giuridicamente rilevante rispetto ai beni contestati.
  • Se un socio ritiene che la società subisca un danno per l'inerzia degli organi sociali, la via corretta è sollecitare gli organi sociali ad agire o, se previsto, che agiscano i legali rappresentanti o i liquidatori; il socio non legale rappresentante non può sostituirsi alla società in giudizio per ottenere la restituzione dei beni sociali.
  • In sede di impugnazione cautelare è fondamentale documentare e dedurre un titolo proprio sui beni sequestrati se si vuole sostenere la propria legittimazione personale alla restituzione; l'assenza di tale deduzione comporta spesso l'inammissibilità.

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