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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18878/2023 del 05/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna per furto aggravato (art. 625 c.p.) ritenendo viziata la motivazione quanto al riconoscimento delle circostanze aggravanti (commesso in tre persone e con violenza sulle cose) e lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.). Ticu ha altresì sollevato, in memoria, la questione della presunta improcedibilità per mancata querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto fondati i motivi della Corte territoriale: la circostanza della violenza sulle cose è comprovata dall'essere stati sottratti beni integrati in impianti e dalla presenza di arnesi atti allo scasso; la circostanza dell'aver commesso il fatto in tre persone è confermata dal fatto che la polizia ha sorpreso tre persone in possesso dei beni rubati e degli arnesi. Le dichiarazioni degli imputati sono state ritenute inattendibili, quindi il riconoscimento delle attenuanti generiche è stato correttamente escluso. La mancata querela è irrilevante perché, al tempo del fatto, il reato era procedibile d'ufficio. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen.

    art. 625, comma 1, numeri 2 e 5

    La Corte ha interpretato la norma confermando che l'aggravante della violenza sulle cose sussiste quando i beni sottratti erano parti di impianti asportabili solo usando violenza sulle cose; l'aggravante del concorso in tre persone rileva quando emerge dalla constatazione di tre persone in possesso della refurtiva e degli arnesi

  • art. 62-bis cod. pen.

    La norma richiede una valutazione di credibilità e rilevanza del comportamento dell'imputato: la Corte ha ritenuto che le dichiarazioni e l'atteggiamento non fossero sufficientemente meritevoli di riconoscimento delle generiche

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Il cambiamento successivo del regime di procedibilità non incide quando, al momento della commissione del reato, questo era procedibile d'ufficio

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. U, n. 40150 del 21/06/2018 (Salatino)

    Sez. U, n. 40150 del 21/06/2018, Salatino, Rv. 273552

    Richiamata per il principio secondo cui il sopravvenuto mutamento del regime di procedibilità non opera retroattivamente quando il reato all'epoca era procedibile d'ufficio

Massime di principio

  • Per il riconoscimento dell'aggravante "violenza sulle cose" è utile provare che gli oggetti asportati erano ancorati o parte di impianti la cui rimozione richiedeva effettivamente forza, non semplici congetture.
  • L'aggravante del concorso in più persone si può fondare su elementi concreti come la presenza simultanea di più soggetti in possesso della refurtiva e di attrezzi atti allo scasso al momento del rinvenimento da parte delle forze dell'ordine.
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede valutazione di credibilità e concretezza del comportamento collaborativo: dichiarazioni non corroborate o ritenute inattendibili difficilmente giustificano il riconoscimento delle generiche.
  • La variazione successiva del regime di procedibilità non è normalmente efficace retroattivamente se, al momento del fatto, il reato era procedibile d'ufficio; quindi l'assenza di querela può essere irrilevante in tali casi.
  • In cassazione il difensore deve formulare censure con sufficiente specificità e confronto diretto con la motivazione del giudice di merito: censure vaghe o non specifiche rischiano l'inammissibilità.

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