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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13375/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando quindi la condanna già pronunciata in appello. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto avverso la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per un reato in materia di stupefacenti ex art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990. Il ricorrente ha censurato la ritenuta recidiva e la dosimetria della pena. La Corte di cassazione ha rilevato che tali doglianze erano inammissibili perché non consentite dalla legge e comunque generiche, in quanto non si confrontavano in modo effettivo con la motivazione della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Indica il reato oggetto della condanna impugnata, in materia di stupefacenti.

  • art. 616 c.p.p.

    È il riferimento implicito alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, censure che attengono alla recidiva e alla dosimetria della pena devono confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata; altrimenti sono inammissibili per genericità.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando propone motivi non consentiti dalla legge e non si misura con il contenuto argomentativo della decisione di merito.
  • La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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