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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13315/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Dopo la condanna in primo grado e il giudizio di appello definito dalla Corte di appello di Roma con sentenza del 30 novembre 2023, il soggetto interessato ha chiesto la restituzione nel termine per proporre ricorso per cassazione, deducendo di non aver ricevuto la notifica del decreto di citazione per il giudizio di appello al difensore di fiducia da lui nominato successivamente alla sentenza di primo grado e dopo il deposito dell'istanza di patrocinio a spese dello Stato. La Corte di appello, ritenendosi incompetente, ha trasmesso gli atti alla Corte di cassazione. Il Pubblico ministero ha concluso per l'inammissibilità della richiesta; la difesa per l'accoglimento.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile per tardività la richiesta di restituzione nel termine. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 175, comma 4, c.p.p., la domanda dovesse essere proposta direttamente alla Corte di cassazione, quale giudice competente sull'eventuale ricorso, e che la trasmissione degli atti da parte della Corte di appello non sanasse il ritardo. Ha inoltre escluso l'applicabilità dell'art. 568, comma 5, c.p.p., perché la richiesta di restituzione nel termine non ha natura di impugnazione. La Corte ha infine escluso sia la condanna alle spese processuali sia quella alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, proprio perché il procedimento era stato attivato con una richiesta e non con un ricorso.

Norme richiamate

  • art. 175, comma 4, c.p.p.

    la competenza a decidere sulla restituzione nel termine per impugnare una sentenza spetta al giudice competente sull'impugnazione; la richiesta va quindi proposta a tale giudice e, se presentata a giudice diverso, può risultare tardiva.

  • art. 568, comma 5, c.p.p.

    la regola della trasmissione dell'atto al giudice competente non opera come principio generale fuori della materia delle impugnazioni e non si applica alla richiesta di restituzione nel termine, che non è mezzo di impugnazione.

  • art. 616 c.p.p.

    la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende non può essere applicata quando il procedimento è introdotto con una richiesta e non con un ricorso dichiarato inammissibile o rigettato.

  • art. 592 c.p.p.

    le spese processuali non sono irrogabili perché la richiesta di restituzione nel termine non introduce un giudizio di impugnazione.

Massime di principio

  • La richiesta di restituzione nel termine per proporre impugnazione deve essere presentata al giudice competente a decidere sull'impugnazione che si intende proporre; la presentazione a un giudice diverso non sospende né salva il termine quando l'atto perviene al giudice competente oltre il limite rilevante.
  • L'art. 568, comma 5, c.p.p. sulla trasmissione dell'impugnazione al giudice competente si applica solo all'interno della materia delle impugnazioni e non può essere esteso alla richiesta di restituzione nel termine, che ha natura autonoma e non impugnatoria.
  • Alla declaratoria di inammissibilità di una richiesta di restituzione nel termine non conseguono automaticamente né la condanna alle spese processuali né la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo espressa previsione applicabile al tipo di atto proposto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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