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Ordinanza

Ordinanza n. 12/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501416

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato al ricorrente

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, rilasciato per silentium dalla Prefettura di Brescia a seguito dell'istanza presentata dal datore di lavoro. L'Amministrazione, dopo la comunicazione di avvio del procedimento e il preavviso di revoca, ha disposto la revoca rilevando che l'asseverazione prodotta per conto del datore di lavoro, apparentemente sottoscritta da un professionista, era risultata non veritiera e disconosciuta dal sottoscrittore. In sede cautelare sono stati contestati, per quanto emerge dall'ordinanza, vizi relativi alla motivazione e alla possibilità di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare per difetto di fumus boni iuris. Ha escluso il vizio di motivazione, ritenendo che il provvedimento indicasse sia la base giuridica della revoca, individuata nell'art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998, sia il presupposto fattuale costituito dal disconoscimento dell'asseverazione. Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione della Prefettura circa l'insussistenza dei presupposti per il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione: tale titolo è consentito, secondo il richiamato orientamento della Sezione, nell'ipotesi prevista dall'art. 22, comma 11, d.lgs. 286/1998, quando un rapporto di lavoro si sia validamente instaurato e lo straniero disponga già di un titolo di soggiorno da rinnovare, ma il rinnovo non sia possibile per causa imputabile al datore di lavoro. Poiché nel caso esaminato non era mai stato instaurato alcun rapporto lavorativo, tale ipotesi non ricorreva. Il periculum non è stato specificamente valorizzato, essendo sufficiente il difetto di fumus per respingere la cautela. Il ricorrente è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000, oltre oneri e accessori.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998

    Costituisce la base giuridica indicata nel provvedimento per la revoca del nulla osta al lavoro subordinato.

  • art. 22, comma 11, d.lgs. 286/1998

    Consente il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione nell'ipotesi in cui un rapporto di lavoro si sia validamente instaurato e il rinnovo del titolo di soggiorno non sia possibile per causa imputabile al datore di lavoro; tale presupposto non ricorre se il rapporto lavorativo non è mai iniziato.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale sulla quale il TAR si è pronunciato.

Massime di principio

  • La motivazione di un provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato è sufficiente quando indica in modo intellegibile sia la disposizione normativa posta a fondamento del potere sia il fatto concreto che ne giustifica l'esercizio, quale la non veridicità o il disconoscimento dell'asseverazione prodotta nella procedura.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione previsto dall'art. 22, comma 11, d.lgs. 286/1998 presuppone l'effettiva e valida instaurazione di un rapporto di lavoro e la preesistenza di un titolo di soggiorno da rinnovare; non può essere rilasciato quando il rapporto di lavoro non sia mai stato instaurato.
  • In sede cautelare, l'assenza del fumus boni iuris è sufficiente a giustificare il rigetto della domanda di sospensione, senza necessità di accordare la misura richiesta.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneTutela cautelare

Testo integrale

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