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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23015/2026 del 22/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato il sequestro preventivo di un autoarticolato di proprietà della societa TAG Trasporti S.r.l., disposto in relazione al reato di cui all'art. 256 d.lgs. 152/2006 per due trasporti di rifiuti presumibilmente illeciti avvenuti il 14 e 15 febbraio 2023. La ricorrente sosteneva che il "fumus commissi delicti" fosse fondato esclusivamente su Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) ritenuti falsi dall'imputata, e che la documentazione difensiva (altri FIR, fogli di pesata, registri di carico e scarico) dimostrasse che il mezzo sequestrato aveva eseguito trasporti differenti e leciti. Denunciava altresì violazione della regola del favor rei e censurava la valutazione probatoria del Tribunale, lamentando che il dubbio avrebbe dovuto risolversi a suo favore.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, in tema di misure cautelari reali, il sindacato di legittimità è limitato alla violazione di legge e non consente una nuova valutazione del merito probatorio, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o manifestamente apparente. Nel caso concreto il Tribunale del Riesame aveva fornito una motivazione articolata e non apparente: ha evidenziato la contraddizione tra due linee difensive della ricorrente (una in cui si ammetteva l'uso del mezzo e si addebitava la responsabilità all'autista; l'altra che negava ogni coinvolgimento), la tardività e potenziale strumentalità della documentazione difensiva, anomalie nei FIR (data di emissione antecedente alla data indicata per il trasporto) e complessi intrecci societari che rendevano plausibile un'organizzazione volta a mascherare attività illecite. Pertanto non è stato ravvisato un vizio di legge censurabile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 256 d.lgs. 152/2006

    Norma sostanziale ricollegata al fatto contestato: ipotesi di illecito smaltimento/trasporto di rifiuti cui si riferisce il sequestro preventivo

  • art. 322-bis c.p.p.

    Norma processuale che disciplina l'appello avverso i provvedimenti cautelari reali dinanzi al Tribunale del Riesame; qui utilizzata per proporre impugnazione del provvedimento del GIP

  • art. 325, comma 1, c.p.p.

    Principio secondo cui il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali può essere esaminato solo per vizio di legge; la Corte precisa però che rientrano nella nozione di violazione di legge anche vizi motivazionali radicali quando la motivazione sia del tutto mancante o priva dei requisiti minimi

  • art. 125 c.p.p.

    Richiama l'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte ricorda che motivazioni del tutto mancanti o apparenti possono essere rilevanti in sede di legittimità

  • art. 111, sesto comma, Cost. e art. 125, comma 3, c.p.p.

    Richiamati in relazione alla nullità del provvedimento quando vi sia radicale mancanza di argomentazione su punti essenziali, in quanto l'apparato giustificativo è essenziale per la decisione

  • art. 1, comma 64, l. n. 103/2017 e art. 616 c.p.p.

    Norme richiamate per giustificare l'attribuzione, in via equitativa, di una somma alla Cassa delle ammende e la possibilità di aumentare la sanzione prevista in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • In cassazione avverso misure cautelari reali il sindacato è limitato a questioni di violazione di legge: non è ammessa la riconsiderazione del merito probatorio salvo che la motivazione del provvedimento impugnato sia del tutto mancante o manifestamente apparente
  • Il giudice del riesame deve motivare in modo puntuale la sussistenza del fumus commissi delicti: la motivazione non deve essere formale ma deve spiegare perché gli elementi raccolti concorrono a legittimare la misura reale
  • Documentazione prodotta tardivamente può essere valutata dal giudice come potenzialmente strumentale se non adeguatamente giustificata: la tempestività e la provenienza dei documenti sono fattori importanti per la loro credibilità
  • Contraddizioni nelle difese (linee difensive divergenti in momenti diversi del procedimento) indeboliscono la tesi difensiva e possono giustificare la conferma della misura cautelare
  • Anomalie formali o incongruenze nei documenti (es. date, intestazioni, concatenamenti societari sospetti) possono legittimamente portare il giudice a ritenere plausibile l'ipotesi di un'attività organizzata per eludere le norme
  • Per impugnare con successo in cassazione una decisione di riesame riguardo al fumus è necessario dimostrare che il giudice omise di affrontare un elemento potenzialmente decisivo: mere contrapposizioni valutative non sono sufficienti
  • Per la difesa: curare la coerenza delle argomentazioni nelle diverse fasi del processo e produrre documentazione completa, tempestiva e con dichiarazioni o attestazioni che ne chiariscano l'origine per contrastare sospetti di falsificazione

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