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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14726/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso proposto in sede esecutiva contro l'ordinanza del tribunale che aveva negato il riconoscimento del vincolo della continuazione tra reati oggetto di tre sentenze di condanna. Il giudice dell'esecuzione aveva ritenuto che le condotte fossero state commesse a distanza temporale rilevante, senza elementi comuni diversi dalla tipologia di reato, e che si trattasse di iniziative estemporanee e occasionali, in particolare condotte di resistenza a pubblico ufficiale, non riconducibili a un originario disegno criminoso. Il ricorrente ha censurato tale valutazione, ma la Corte rileva che le doglianze sono meramente confutative e non scalfiscono la motivazione del giudice dell'esecuzione, il quale ha esercitato un apprezzamento discrezionale non illogico né contraddittorio.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    identità del disegno criminoso

    La continuazione richiede che l'agente si sia previamente rappresentato e abbia unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non basta un generico programma di vita delinquenziale o una mera propensione a commettere reati.

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    riconoscimento della continuazione necessita, anche in sede di esecuzione, ... di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori

    Il riconoscimento del vincolo deve fondarsi su indicatori concreti come omogeneità delle violazioni, contiguità spaziotemporale, singole causali, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita; al momento del primo reato i successivi devono essere programmati almeno nelle linee essenziali.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione è necessario accertare una concreta e preventiva programmazione unitaria dei reati, non essendo sufficiente la mera serialità di condotte analoghe o la propensione a delinquere del soggetto.
  • L'unitarietà del disegno criminoso può essere desunta da indici sintomatici quali omogeneità dei reati, contiguità temporale, analogia del modus operandi e partecipazione dei medesimi soggetti, ma tali elementi devono essere significativi e coerenti nel loro insieme.
  • L'apprezzamento circa la sussistenza del medesimo disegno criminoso è rimesso al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretto da motivazione congrua, priva di vizi logici e di travisamento dei fatti.
  • Quando il ricorso si risolve in censure meramente confutative e non evidenzia reali illogicità della motivazione, la Corte di cassazione può dichiararlo inammissibile.
  • Nel giudizio di legittimità l'assenza di elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione dell'inammissibilità legittima la condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazioneNullità processuale

Testo integrale

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