Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18120/2024 del 08/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del riesame che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso l'ordinanza del GIP del 16/10/2023 con cui era stata applicata la custodia cautelare in carcere per delitti di estorsione, usura e detenzione e porto illegale di armi, tutti aggravati dalla circostanza dell'utilizzo del metodo mafioso (art. 416 bis.1 c.p.). Il ricorrente deduceva carenza di motivazione e violazione di legge nella qualificazione dell'aggravante mafiosa, sostenendo che il Tribunale avrebbe valorizzato elementi ritenuti irrilevanti (curriculum criminale, qualità soggettive, timore ingenerato nella vittima) anziché verificare le modalità dell'azione e l'effettiva indicazione di riferimenti all'appartenenza a consorterie mafiose.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse concreto, rilevando che l'annullamento della decisione impugnata non produrrebbe alcun effetto favorevole per il ricorrente né inciderebbe sulla durata o legittimità della misura cautelare. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. È disposto inoltre che il direttore dell'istituto di detenzione dia comunicazione al detenuto del contenuto del provvedimento ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 416 bis.1 cod. pen.

    La norma è richiamata in relazione all'aggravante del "metodo mafioso" contestata nei capi di imputazione; dalla sentenza non emerge una pronuncia di merito sulla corretta applicazione della norma, visto che la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile senza esaminare la fondatezza della censura.

  • art. 616 codice di rito

    Richiamato quale base per la condanna alle spese processuali e all'ammenda dovuta per il ricorso inammissibile; la Corte lo applica per sanzionare l'atto processuale privo di ammissibilità.

  • comma 1-ter dell'art. 94 disp. att. cod. proc. pen.

    Dispositivo che impone l'obbligo al direttore dell'istituto di detenzione di informare il detenuto del contenuto del provvedimento; la Corte dispone l'adempimento di tale comunicazione.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione è inammissibile se manca un interesse concreto: l'impugnazione deve poter produrre un effetto favorevole reale (es. modifica della misura cautelare o della sua durata) per essere esaminata.
  • Quando si contesta la qualificazione dell'aggravante del metodo mafioso, è necessario indicare in che modo la motivazione impugnata incida sulla legittimità o sulla durata della misura cautelare; la mera critica valutativa, senza impatto concreto, può non bastare.
  • Per contestare l'aggravante mafiosa è utile mostrare l'assenza di elementi oggettivi che colleghino l'azione all'appartenenza o ai metodi di consorterie mafiose (assenza di riferimenti, strutture di forza o vincoli associativi), e non limitarsi a censurare la valorizzazione di elementi soggettivi o del curriculum.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta normalmente la condanna alle spese e talora a un'ammenda, quindi valutare preventivamente la concretezza dell'interesse e l'efficacia dell'impugnazione prima di proporre il ricorso.
  • La comunicazione degli esiti del procedimento al detenuto deve essere disposta e eseguita dal direttore dell'istituto di detenzione secondo l'art. 94 disp. att. cod. proc. pen.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.