Sentenza del 18/09/2024 n. 310 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Friuli Venezia Giulia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e ha riformato la sentenza di primo grado, riconoscendo fondate le contestazioni fiscali e la perdita dello status agevolativo per il 2014. Le spese di entrambi i gradi di giudizio sono compensate tra le parti.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia contestava la perdita dello status agevolativo di ASD per l'anno 2014 per violazioni formali e sostanziali (art. 148 TUIR c.8 e clausola di democraticità ex art.90 c.18 lett. e L.289/2002) con conseguente decadenza dalla decommercializzazione dei proventi. Il Circolo e i coobbligati sostenevano che l'attività fosse esclusivamente sportiva (affiliazione FIT-CONI) e contestavano i rilievi dell'Ufficio. La CTP accoglieva il ricorso ritenendo insufficienti le prove dell'Ufficio. In sede di appello la Corte ha ritenuto fondato l'appello dell'Agenzia: ha richiamato il principio per cui l'agevolazione richiede non solo clausole statutarie ma la concreta osservanza delle stesse; l'onere della prova spetta all'associazione. Dall'istruttoria emergono carenze significative: scarsa partecipazione dei soci alle assemblee, mancanza di adeguata pubblicità delle convocazioni, esistenza di categorie di soci privilegiate, omissione dell'indicazione della qualifica dilettantistica nelle comunicazioni pubbliche, carenze nella tenuta della contabilità e nella documentazione che colleghi incassi e versamenti all'attività istituzionale (mancanza di ricevute, mancata specificazione dei paganti, insufficiente tracciabilità dei contanti). Tali elementi hanno indotto la Corte a ritenere non provata la non-commercialità delle attività.
Norme richiamate
art. 148 TUIR (D.P.R. 917/1986)
per le associazioni...sportive dilettantistiche...non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti...
L'agevolazione richiede che le attività siano svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e che siano rispettate le clausole statutarie previste; l'onere della prova sulla non commercialità grava sull'associazione che invoca il regime.
art. 90 L. 289/2002 (comma 18)
Imposta i requisiti statutari minimi (denominazione, oggetto, assenza di scopo di lucro, norme di democraticità, obbligo rendiconti, ecc.); la mancata osservanza di tali clausole può determinare la perdita delle agevolazioni.
Legge 398/1991 (art. 1 e art. 2)
Consente alle ASD di optare per regimi fiscali agevolati a condizione di conformità statutaria e di concreta osservanza delle regole che qualificano l'attività come non commerciale.
D.P.R. 633/1972 (art. 4) e D.Lgs. 460/1997 (art. 5)
Norme IVA e disposizioni antielusive richiedono l'inserimento nei registri/statuti delle clausole previste e la verifica concreta della loro applicazione per riconoscere i benefici fiscali.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (citate)
Costante orientamento secondo cui l'affiliazione al CONI e la forma giuridica non sono di per sé sufficienti: va accertato il concreto svolgimento dell'attività non lucrativa e l'effettivo rispetto delle clausole statutarie; l'onere probatorio grava sull'ente che invoca l'esenzione (es. Cass. n.32119/2018, n.19445/2021 e altre).
Massime di principio
- Per godere delle agevolazioni fiscali le ASD devono avere negli atti costitutivi/statuto tutte le clausole previste dalla normativa e dimostrare il rispetto effettivo di tali clausole nella gestione quotidiana.
- L'affiliazione alle federazioni sportive (CONI/FIT) non è sufficiente di per sé a garantire il regime fiscale agevolato: il requisito sostanziale richiede prova della natura non commerciale delle attività.
- L'onere della prova circa il carattere non commerciale e la concreta osservanza delle regole statutare grava sull'associazione; documentazione e registrazioni dettagliate sono essenziali.
- Occorre tenere e conservare verbali delle assemblee con indicazione dei presenti, nomi dei consiglieri, deleghe, pubblicità delle convocazioni, e prove della partecipazione effettiva dei soci alla vita associativa.
- Bisogna mantenere una contabilità e documentazione delle entrate (ricevute, elenchi dei paganti/tesserati, riconciliazioni bancarie) che colleghino gli incassi alle attività istituzionali per dimostrare la non commercialità degli introiti.
- Devono essere evitate categorie di soci con diritti privilegiati e va rispettato il principio di democraticità (elettività delle cariche); omissioni su questi punti espongono al rischio di perdita delle agevolazioni.
- In caso di contestazione fiscale è utile produrre prove dirette (ricevute, liste soci, rendiconti approvati, corrispondenza, contributi pubblici riconosciuti) che attestino la natura e la destinazione degli introiti.
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