Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 30/03/2021 n. 31 - Comm. Trib. II grado di Trento

Accertamento - Motivazione - "Raccolta provinciale degli usi" pubblicata periodicamente dalla Camera di Commercio di Trento - Mezzo di conoscenza autorevole in quanto fonte-fatto - Onere della prova contraria a carico del contribuente.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia ha determinato l'aliquota di provvigione media del 2% per operazioni di mediazione immobiliare sulla base della "Raccolta provinciale degli usi" pubblicata dalla Camera di Commercio di Trento; il contribuente ha contestato l'applicazione di tale percentuale chiedendo l'esclusione o la revisione del criterio adottato dall'amministrazione.

La decisione

Il giudice ha ritenuto legittima l'applicazione della provvigione del 2% da parte dell'Agenzia, considerando la "Raccolta provinciale degli usi" una fonte-fatto autorevole e un mezzo di conoscenza cui si applica la presunzione di esistenza fino a prova contraria. Ne consegue che l'onere di provare il contrario spetta al contribuente e deve essere assolto con elementi oggettivi (es. documentazione contrattuale, dati di mercato, evidenze probatorie che dimostrino percentuali diverse). In mancanza di tali elementi, l'indicazione della raccolta è attendibile e verosimile e dunque idonea a fondare l'accertamento.

Norme richiamate

  • art. 9 disposizioni sulla legge in generale (c.c.)

    Gli usi pubblicati nelle raccolte ufficiali si presumono esistenti fino a prova contraria; pertanto la Raccolta provinciale degli usi produce una presunzione a favore della sua applicazione nell'accertamento

  • art. 4 d.lgs. C.p.S. 27.1.1947, n. 152

    Disposizione richiamata in termini analoghi per consolidare la presunzione di esistenza degli usi pubblicati e la loro rilevanza come mezzo di conoscenza

Massime di principio

  • Le raccolte ufficiali degli usi pubblicate da camere di commercio costituiscono mezzi di conoscenza autorevoli e producono una presunzione di esistenza che grava sull'interessato l'onere di confutare
  • In sede di accertamento fiscale, l'amministrazione può legittimamente utilizzare tali raccolte per determinare parametri medi (es. provvigioni), se non sussistono elementi probatori contrari
  • Il contribuente che intende contestare l'applicazione di un uso pubblicato deve fornire prove oggettive e specifiche (contratti, documentazione contabile, indagini di mercato, perizie) che dimostrino che nella concreta situazione la percentuale o il parametro usato non corrisponde al vero
  • L'affidabilità di un'uso pubblicato non significa che sia vincolante ex lege; è però sufficiente, in mancanza di prova contraria, per giustificare ragionevolmente l'accertamento
  • Nelle contestazioni future, è utile allegare elementi probatori preventivi (accettazioni scritte, fatture, mandati, testimonianze documentate) per superare la presunzione derivante dalle raccolte ufficiali

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.