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Sentenza

Sentenza del 30/03/2021 n. 33 - Comm. Trib. II grado di Trento

Accertamento - Motivazione - "Raccolta provinciale degli usi" pubblicata periodicamente dalla Camera di Commercio di Trento - Mezzo di conoscenza autorevole in quanto fonte-fatto - Onere della prova contraria a carico del contribuente.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Contesta l'applicazione da parte dell'Agenzia della provvigione media del 2% per ciascuna parte in operazioni di compravendita immobiliare, adottata sulla base della 'Raccolta provinciale degli usi' pubblicata dalla Camera di Commercio di Trento; la questione è se tale raccolta costituisca mezzo di conoscenza autorevole (fonte-fatto) e quale sia l'onere probatorio per confutarne il contenuto.

La decisione

Il giudice ha ritenuto la 'Raccolta provinciale degli usi' mezzo di conoscenza autorevole e ha applicato il principio previsto dall'art. 9 delle disposizioni sulla legge in generale (nonché l'analoga previsione dell'art. 4 del d.lgs. citato): gli usi pubblicati si presumono esistenti fino a prova contraria. Ne consegue che l'onere di provare il contrario grava sul contribuente con elementi oggettivi; dato che il contribuente non ha fornito adeguata prova contraria, l'applicazione da parte dell'Agenzia della percentuale del 2% è stata considerata lecita e verosimile e il ricorso è stato respinto.

Norme richiamate

  • art. 9 disposizioni sulla legge in generale (premesse al codice civile)

    Gli usi pubblicati nelle raccolte ufficiali 'si presumono esistenti fino a prova contraria', quindi producono una presunzione di esistenza che l'interessato deve confutare con prove oggettive.

  • art. 4 d.lgs. C.p.S. 27.1.1947, n. 152

    Prevede in termini analoghi la rilevanza degli usi pubblicati e la loro presunzione di esistenza, rafforzando la possibilità per l'amministrazione di farvi riferimento.

  • Raccolta provinciale degli usi (Camera di Commercio di Trento)

    provvigione del 2 per cento per ciascuna parte 'sul prezzo pattuito' per le operazioni di mediazione nella compravendita di fabbricati urbani

    Considerata una fonte-fatto autorevole; non vincola come norma di legge ma costituisce dato attendibile e verosimile che l'amministrazione può adottare salvo prova contraria fornita dal contribuente.

Massime di principio

  • Le raccolte ufficiali di usi pubblicate dalle Camere di Commercio costituiscono mezzi di conoscenza autorevole e producono una presunzione di esistenza degli usi fino a prova contraria.
  • Quando l'amministrazione fiscale si fonda su un uso pubblicato per quantificare parametri (es. percentuali di provvigione), l'onere di dimostrare che nella realtà il dato è diverso grava sul contribuente.
  • La prova contraria deve essere documentale e oggettiva (contratti specifici, fatture, ricevute, indagini di mercato, perizie) e non può basarsi su mere dichiarazioni generiche.
  • Anche se un uso non è vincolante ex lege, la sua presenza in raccolte ufficiali lo rende un parametro attendibile per l'amministrazione in assenza di elementi che dimostrino il contrario.
  • Per prevenire contestazioni, il contribuente che vuole opporsi deve raccogliere e presentare fin dall'inizio elementi probatori concreti che dimostrino la percentuale reale praticata nelle singole operazioni.
  • In sede di impugnazione, focalizzarsi su dati oggettivi e comparabili (es. pluralità di contratti, statistiche locali, perizia tecnica) aumenta le probabilità di superare la presunzione derivante dagli usi pubblicati.

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