Cassazione Penale, Sentenza n. 24113/2024 del 18/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Spina impugnava in cassazione la sentenza del 23/06/2023 della Corte d'Appello di Bari che, in riforma della pronuncia del G.I.P. di primo grado (assoluzione per scriminante della legittima difesa ai sensi dell'art. 52 c.p.), lo aveva ritenuto colpevole del reato di tentato omicidio nei confronti di Antonio Scarcelli e, valutata la continuazione con reati in materia di armi, gli aveva inflitto nove anni di reclusione. I fatti: nelle prime ore del 6/10/2022 Spina esplose quattro colpi di pistola attingendo Scarcelli all'addome e alle cosce; Scarcelli aveva poco prima colpito Spina con una testata e un calcio. Il ricorso denunciava: (1) violazione del canone del "oltre ogni ragionevole dubbio" e omessa rinnovazione di prove dichiarative decisive (art. 606 lett. e)); (2) errata esclusione della legittima difesa per travisamento e mancata valutazione di testimonianze, filmati e dichiarazioni dell'imputato; (3) omessa pronuncia sulle circostanze attenuanti generiche richieste; (4) omessa motivazione sugli aumenti per continuazione nella determinazione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo generico e infondato alla luce della disciplina processuale vigente (art. 603, co. 3-bis c.p.p.) che limita i casi di rinnovazione obbligatoria dell'istruttoria in appello. Ha poi ritenuto infondato il motivo sulla legittima difesa: l'appello ha fornito motivazione rafforzata e coerente, valutando che al momento dello sparo l'aggressione era cessata, l'imputato aveva alternative praticabili (salire e allontanarsi con l'auto), aveva mirato e sparato colpi ad altezza d'uomo e successivamente tenuto comportamenti (disporsi a disfarsi dell'arma, cambiare abiti, tentativo di cancellare tracce) compatibili con lucidità. I motivi relativi alle attenuanti generiche e agli aumenti per continuazione sono stati dichiarati generici o manifestamente infondati: la Corte d'Appello aveva applicato i criteri di legge (art. 133 c.p.) e escluso benefici per la detenzione dell'arma (art. 62-bis c.p.). Di conseguenza la condanna confermata in appello è rimasta integra.
Norme richiamate
art. 52 cod. pen. (legittima difesa)
"non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere"
La Cassazione ricorda i tre elementi costitutivi della scriminante: aggressione ingiusta attuale, necessità della reazione (inevitabilità del pericolo) e proporzione tra difesa e offesa; esclude la legittima difesa quando l'agente ha alternative praticabili (es. allontanamento) o ha volontariamente creato o accettato la situazione di pericolo.
art. 603, comma 3-bis cod. proc. pen. (rinnovazione istruttoria in appello)
"nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice, ferme le disposizioni di cui ai commi da 1 a 3, dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale nei soli casi di prove dichiarative assunte in udienza nel corso del giudizio dibattimentale di primo grado o all'esito di integrazione probatoria disposta nel giudizio abbreviato a norma degli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5"
Applicata dalla Corte: dopo l'entrata in vigore della modifica (30/12/2022) non sempre è obbligatoria la rinnovazione dell'istruttoria in appello; la rinnovazione è richiesta solo in casi specifici di prove dichiarative assunte in udienza o integrate nel rito abbreviato secondo i limiti normativi.
art. 606, lett. e) cod. proc. pen. (motivi di ricorso)
La censura deve essere sufficientemente specifica: il ricorrente deve indicare quali atti o quali prove avrebbero dovuto essere rinnovati o in quale modo la valutazione probatoria sarebbe stata viziata; l'omessa specificazione rende il motivo generico e inammissibile.
art. 133 cod. pen. (determinazione della pena)
La Corte d'Appello ha motivato la determinazione della pena facendo riferimento ai criteri di gravità del fatto e intensità del dolo; la Cassazione ha ritenuto la motivazione adeguata per giustificare gli aumenti per la continuazione.
art. 62-bis cod. pen. (beneficio in caso di continuazione e reati connessi)
La Corte d'Appello ha escluso benefici (in tema di detenzione/porto arma) e la Cassazione ha ritenuto congrua la scelta motivata di non concedere attenuanti o benefici in presenza del più grave reato di tentato omicidio.
Massime di principio
- Per far valere la legittima difesa occorre dimostrare ex ante che esisteva un pericolo attuale e inevitabile, che non erano disponibili alternative praticabili e che la reazione era proporzionata all'offesa.
- La semplice antecedente minaccia o lo stato d'ansia non sono in automatico sufficienti: se l'aggressione è cessata o l'agente ha la possibilità concreta di allontanarsi senza rischio, la scriminante tende a essere esclusa.
- In appello, dopo la modifica dell'art. 603 c.p.p. (d.lgs. n.150/2022), la rinnovazione dell'istruttoria non è sempre obbligatoria quando l'appello è del pubblico ministero contro una proscioglimento: va verificata la sussistenza delle condizioni previste dal comma 3-bis.
- Quando si impugna in Cassazione l'operato dei giudici di merito occorre formulare censure specifiche: motivi generici (es. "va rinnovata la prova" senza indicare quali e perché) vengono dichiarati inammissibili o rigettati.
- Comportamenti successivi all'evento (es. disfarsi dell'arma, modificare l'abbigliamento, tentativi di occultare tracce) possono essere valutati dalla giustizia come indici della lucidità dell'agente e incidere negativamente sulla tesi difensiva di agitazione o reazione inevitabile.
- La Corte di merito, nel riformare un'assoluzione, è tenuta a una motivazione rafforzata; se essa fornisce un percorso argomentativo coerente e riscontrabile nelle prove, la Cassazione tende a ritenere legittima la rinnovata valutazione di responsabilità.
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