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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26149/2021 del 27/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietaria)

La controversia

I ricorrenti avevano chiesto l'accertamento dell'acquisto per usucapione della proprietà di due terreni, deducendo di averli utilizzati dal 1987 come parcheggio e di averli posseduti in modo utile all'usucapione per oltre vent'anni. La domanda era stata rigettata in primo grado e la decisione era stata confermata in appello. In cassazione è stato proposto un unico motivo per violazione e falsa applicazione degli artt. 1158, 1165 e 2937 c.c. I ricorrenti contestavano la lettura data dai giudici di merito a un contratto preliminare di acquisto dei terreni, ritenuto incompatibile con la volontà di avvalersi dell'usucapione. La Corte d'appello aveva infatti valorizzato il fatto che, con quel preliminare, i ricorrenti non si erano limitati a riconoscere formalmente la proprietà al promittente alienante, ma avevano anche riconosciuto il permanere del possesso in capo a quest'ultimo, così negando il presupposto del possesso uti dominus ininterrotto per vent'anni.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la corte territoriale si fosse conformata all'orientamento di legittimità secondo cui, quando il comportamento del possessore è assolutamente incompatibile con la volontà di avvalersi dell'acquisto per usucapione, tale comportamento integra rinuncia tacita all'acquisto. Conseguentemente è stata confermata la soccombenza dei ricorrenti, con condanna alle spese del giudizio di cassazione e con applicazione dell'ulteriore contributo unificato se dovuto ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 1158 c.c.

    richiamato come norma sull'usucapione; la Corte ne ribadisce l'operatività in relazione al possesso ventennale utile all'acquisto a titolo originario.

  • art. 1165 c.c.

    richiamato insieme all'art. 1158 c.c. nel motivo di ricorso; il testo non sviluppa un'interpretazione autonoma della norma.

  • art. 2937 c.c.

    richiamato nel motivo di ricorso in relazione alla rinuncia; la Corte lo collega, nel ragionamento, alla rinuncia tacita all'acquisto per usucapione in caso di comportamento incompatibile.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    la Corte dà atto dei presupposti processuali per il versamento da parte dei ricorrenti dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • In materia di usucapione, il comportamento del possessore può integrare rinuncia tacita all'acquisto quando sia assolutamente incompatibile con la volontà di avvalersi della causa di acquisto a titolo originario.
  • La conclusione di un preliminare di acquisto del bene può essere valorizzata, ai fini dell'usucapione, come elemento incompatibile con l'allegazione di un possesso uti dominus ininterrotto per il periodo utile, se nel testo dell'atto il possessore riconosce la persistenza del possesso in capo all'altro soggetto.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo si risolve nella contestazione di una valutazione di merito conforme a un consolidato orientamento di legittimità, senza evidenziare una reale violazione di legge.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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