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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03601/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di L'Aquila che lo aveva condannato per detenzione di hashish destinata allo spaccio. Dal testo emerge che la sostanza rinvenuta era in un quantitativo significativo, idoneo alla preparazione di circa 738 dosi, ed era stata portata dal ricorrente in luogo pubblico; inoltre l'imputato era stato visto in un'area frequentata da assuntori. Con il primo motivo contestava, in sostanza, la ricostruzione della destinazione allo spaccio; con il secondo invocava l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; con il terzo e il quarto censurava la valutazione del profitto ricavabile dalla sostanza sequestrata, sostenendo la speciale tenuità; con il quinto contestava il diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi alla destinazione allo spaccio, osservando che i giudici di merito avevano valorizzato il quantitativo di hashish, la sua portabilità in luogo pubblico e la frequentazione di un'area nota per gli assuntori; ha ritenuto non consentito il motivo sull'art. 131-bis c.p. perché la questione non era stata devoluta in appello; ha reputato manifestamente infondati i motivi sul profitto e sulla speciale tenuità, precisando che va considerato il momento della condotta e non le singole cessioni; ha infine giudicato il motivo sulle attenuanti generiche una richiesta di rivalutazione del merito, a fronte di una motivazione congrua sull'assenza di elementi positivamente valutabili. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La questione dell'applicabilità della causa di non punibilità non era deducibile in cassazione perché non era stata oggetto di appello; il motivo è stato quindi ritenuto non consentito.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto legittimo in assenza di specifici elementi positivamente valutabili idonei a giustificare una riduzione della pena.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende per i profili di colpa sottesi all'inammissibilità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione del merito quando la doglianza si traduce nella mera contestazione della ricostruzione probatoria operata dai giudici di merito.
  • La destinazione a fini di spaccio può essere desunta da indici fattuali quali il significativo quantitativo di sostanza, le modalità di detenzione e il contesto di rinvenimento, senza che sia necessario valorizzare ogni singola cessione.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere dedotta per la prima volta in cassazione se non è stata devoluta al giudice di appello.
  • Nella valutazione della speciale tenuità del profitto o del disvalore della condotta si guarda al momento unitario della condotta contestata, non alla frammentazione in singoli episodi di cessione.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è insindacabile in cassazione quando sia sorretto da motivazione congrua e dall'assenza di elementi specifici favorevoli all'imputato.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende, ove ricorrano profili di colpa del ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioRiti alternativiPena e commisurazione
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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