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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03461/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso straordinario ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. avverso una precedente sentenza della Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro la conferma, in appello, della condanna per rapina aggravata. Deduceva un errore di fatto della Corte di cassazione: secondo la sua prospettazione, i motivi originari avevano denunciato vizi motivazionali sulla mancata acquisizione e/o valutazione di tre video relativi alle varie fasi della vicenda (all'interno della sala scommesse, nel tragitto della vittima verso casa e nella fase esecutiva del delitto). In particolare, la Corte territoriale avrebbe parlato di inconferenza del video della fase finale, mentre tale filmato sarebbe stato l'unico presente nel fascicolo. Contestava inoltre che la Cassazione avesse ritenuto esaminato un video relativo al ritorno a casa della vittima, quando invece quel video non risultava acquisito. Infine, lamentava che non fosse stata adeguatamente considerata l'assoluzione di uno dei pretesi concorrenti in un procedimento separato.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che non vi fosse alcun errore di fatto decisivo ascrivibile alla precedente decisione di legittimità: il passaggio censurato si inseriva coerentemente nella motivazione della sentenza di appello, che aveva valorizzato la presenza dell'imputato nella sala scommesse, i contatti telefonici con uno degli esecutori materiali e l'irrilevanza della distanza del ricorrente dalla vittima. La doglianza sul video non era sorretta dall'indicazione del suo effettivo contenuto, e il richiamo all'assoluzione di un coimputato era ritenuto inconferente, perché la responsabilità del ricorrente era stata desunta dai suoi contatti con l'altro soggetto ritenuto colpevole, indipendentemente dall'identificazione del terzo autore. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Viene richiamato come rimedio straordinario per dedurre l'errore materiale o di fatto della precedente decisione di legittimità; nel caso concreto, però, la doglianza è ritenuta non idonea a superare il vaglio di ammissibilità perché non dimostra un errore di fatto decisivo.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è inammissibile quando la censura mira, in realtà, a rivalutare il merito della motivazione già scrutinata dalla Cassazione.
  • Per configurare l'errore di fatto decisivo occorre indicare con precisione il contenuto dell'atto o del dato processuale asseritamente travisato; in mancanza, non è possibile ritenere sussistente il presupposto del rimedio straordinario.
  • La rilevanza della partecipazione a un reato può essere desunta anche da elementi di contesto, quali la presenza nella fase preparatoria e i contatti con gli esecutori materiali; tali elementi rendono non decisivo il richiamo alla distanza fisica dalla vittima.
  • L'assoluzione di un concorrente in separato procedimento non è di per sé decisiva se la responsabilità dell'imputato è sorretta da elementi autonomi e specifici, idonei a fondare la diversa valutazione della sua condotta.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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