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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42535/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Perugia che aveva annullato il provvedimento cautelare (carcere per Cospito, arresti domiciliari per Fabiani, obbligo di presentazione/obbligo di dimora per Rossi e Iacovacci) ritenendo insussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione a pubblicazioni e diffusione della rivista "Vetriolo". Il P.M. censura, in sintesi, carenze motivazionali: il Tribunale avrebbe valutato i testi come espressione di dibattito interno o ricostruzione storica senza considerare la potenziale offensività di taluni passaggi, l'enorme diffusione cartacea e online degli articoli, la personalità e la pericolosità del Cospito (detenuto per fatti terroristici) e non avrebbe adeguatamente confrontato la propria decisione con le argomentazioni del GIP né esaminato la possibile correlazione con reati avvenuti nel periodo 2017-2019.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Perugia per un nuovo esame delle misure cautelari. La Corte ha rilevato che, pur condividendo il principio che l'art. 414 c.p. richiede una concreta idoneità ex ante, il Tribunale ha omesso il necessario confronto con le risultanze del GIP e con le prove sulla diffusione e il numero di soggetti raggiunti dagli scritti. La decisione impugnata è stata considerata carente nella verifica della relazione fattuale tra contenuti istigatori e modalità/ampiezza di divulgazione, nonché nella valutazione delle ulteriori attività di sostegno e diffusione indicate dal GIP; perciò è stato disposto un nuovo giudizio sui profili cautelari.

Norme richiamate

  • art. 414 cod. pen. (istigazione a delinquere)

    Il reato è qualificato come reato di pericolo concreto e richiede, per la sua configurazione, un comportamento concretamente idoneo, valutato ex ante, a provocare la commissione di delitti; non basta il linguaggio aggressivo o la mera espressione ideologica generica.

  • art. 309 cod. proc. pen. (composizione del Tribunale in materia di libertà)

    Richiamato per spiegare la composizione del Tribunale dell'udienza che ha emesso l'ordinanza impugnata; norma di rito che non incide sul merito ma sul corretto inquadramento procedurale.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. V n. 48247 del 12.9.2019; Sez. I n. 16029 del 27.1.2016; Sez. VI n. 17581 dell'8.2.2017)

    Richiamati come principi: confermano che l'istigazione è reato di pericolo concreto e affermano il principio del "necessario confronto dialettico" del giudice del merito con le argomentazioni e le prove raccolte dal GIP in sede cautelare; il giudice deve motivare esplicitamente il diverso apprezzamento delle medesime risultanze.

Massime di principio

  • Per configurare l'istigazione a delinquere (art. 414 c.p.) non basta linguaggio violento o apologetico: è necessaria la prova della concreta idoneità ex ante del messaggio a indurre reati, valutata rispetto al contesto e ai destinatari.
  • Il giudice del riesame/Tribunale deve confrontarsi esplicitamente e motivatamente con le risultanze del GIP: omissioni nel "confronto dialettico" possono determinare l'annullamento della decisione in Cassazione.
  • Nella valutazione della pericolosità vanno considerate non solo le parole ma anche le modalità di diffusione (numero di copie, uso di internet, reti di distribuzione) e la predisposizione/recettività del pubblico raggiunto: maggiore è la diffusione e più rilevante diventa la valutazione dell'idoneità concreta.
  • Il fatto che non si siano verificati reati successivi correlabili non esclude automaticamente la pericolosità ex ante, ma il decorso del tempo e l'assenza di conseguenze concrete possono essere elementi utili nella valutazione complessiva; tuttavia non possono sostituire un'analisi argomentata sulle modalità di diffusione e sul contenuto specifico.
  • Se si contestano espressioni di carattere ideologico o storico-politico è cruciale verificare se gli scritti indicano obiettivi specifici, target determinati o modalità operative concrete; la genericità e la mancata individuazione di obiettivi concreti possono favorire la qualificazione come espressione di opinione protetta.
  • In casi analoghi l'accusa dovrebbe documentare la correlazione fattuale tra contenuti e azioni (es. prove di diffusione capillare, reclutamento, contatti operativi o episodi riconducibili) mentre la difesa può validamente sostenere la natura espressiva/generica del testo e l'assenza di destinatari/obiettivi concreti.

Testo integrale

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