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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33550/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la decisione che ha ridotto le pene inflitte per reati tra cui rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, porto di strumenti atti allo scasso, ricettazione e furti aggravati. Le censure principali riguardano: (i) la configurabilità della rapina impropria, contestando la sussistenza della violenza alla persona (si sostiene che l'urto contro l'autovettura dei Carabinieri avrebbe prodotto solo danni materiali e non compressione della libertà personale); (ii) la mancanza del requisito di immediatezza tra il furto e l'azione violenta volta ad assicurarsi l'impunità (si osserva una presunta interruzione temporale e spaziale, con fermata in un bar e mancanza di coscienza di essere inseguiti); (iii) l'assenza di prova del concorso dei passeggeri (Caldaras, Gandiglio) nell'azione violenta realizzata dal conducente; (iv) vizi di motivazione in ordine alla recidiva; inoltre Nikolic ha dedotto questioni relative al dolo eventuale, al travisamento delle emergenze probatorie, al pedinamento elettronico, all'ammissibilità di prove telefoniche e all'applicazione dell'art. 192 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le questioni prospettate erano in larga parte mera reiterazione delle doglianze già valutate e risolte dalla Corte di appello e, in parte, siano nuove questioni non devolute al giudice d'appello (quindi precluse in sede di legittimità). Sul merito la Corte ha affermato che: (a) la condotta di rimettere in marcia la Mercedes e provocare volontariamente l'urto contro l'auto dei Carabinieri integra il requisito della "violenza" previsto dall'art. 628 c.p., poiché la violenza esercitata sulla cosa si riverbera inevitabilmente sulle persone che la occupano; (b) il rilievo relativo al rapporto di immediatezza tra furto e violenza non poteva essere esaminato in Cassazione se non era stato dedotto con specifico motivo in appello; (c) la partecipazione dei passeggeri è correttamente ricavata dalla condotta successiva all'urto (fuga, guadamento di un fiume), che testimonia la condivisione del proposito di sottrarsi all'arresto; (d) i motivi aggiunti che introducevano questioni nuove rispetto al ricorso originario sono inammissibili per difetto di connessione funzionale con i motivi originari. Conseguentemente sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 ciascuno a favore della Cassa delle ammende per colpa nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen. (rapina)

    La Corte interpreta il concetto di "violenza" in senso esteso: non solo violenza fisica diretta sulla persona, ma anche la violenza esercitata sulla cosa che si riverbera inevitabilmente sulle persone (es. urto voluto con un veicolo contro l'auto di servizio) ritenuta idonea a integrare la rapina impropria

  • art. 616 c.p.p. (condanna per inammissibilità e spese)

    Applicato per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria per responsabilità nella proposizione del ricorso inammissibile

  • art. 192 c.p.p. (localizzazione dei tabulati telefonici) - citato dai ricorrenti

    La norma è stata invocata dai ricorrenti tra i motivi aggiunti ma la Corte ha ritenuto tali motivi nuovi e inammissibili; non si è quindi proceduto a un esame sostanziale dell'interpretazione probatoria dei tabulati in sede di legittimità

  • Decisione Corte Cost. n. 186/2000 (giurisprudenza costituzionale richiamata)

    Richiamata per sostenere che la proposizione di un ricorso inammissibile può comportare responsabilità e sanzione pecuniaria quando ne derivi colpa nella proposizione

Massime di principio

  • La nozione di "violenza" ai fini della rapina improria va interpretata in senso ampio: anche una condotta violenta diretta alla cosa (es. investimento volontario o collisione con il veicolo di P.G.) può configurare violenza alla persona se l'azione si riverbera sugli occupanti
  • In Cassazione non sono ammissibili censure su questioni di fatto o valutazioni di merito che non risultino manifestamente illogiche, contraddittorie o prive di motivazione: molte contestazioni che riguardano tempi, luoghi e valutazione delle prove devono essere state sollevate e decise in appello per poter essere riesaminate
  • Le questioni non devolute al giudice d'appello non possono essere dedotte in sede di legittimità: chi omette di impugnare specifici punti in appello si espone alla preclusione di tali censure in Cassazione
  • La partecipazione al reato di passeggeri può essere desunta dalla condotta posteriore all'evento (es. fuga comune, comportamenti volti a sottrarsi all'arresto) se idonea a mostrare la condivisione del proposito criminoso
  • I motivi aggiunti introdotti in Cassazione devono avere una connessione funzionale con i motivi originari; l'introduzione di questioni nuove è inammissibile
  • I ricorsi che mirano solo a contestare la persuasività della motivazione del giudice di merito (diversa valutazione delle fonti di prova) sono generalmente inammissibili in Cassazione salvo che non emergano vizi formali di motivazione (mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà)

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