Cassazione Penale, Sentenza n. 1806/2024 del 15/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva confermato la responsabilità penale di Panetta per i reati di bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale commessi quale amministratore unico della Co.Ge.Pa. s.r.l. (periodo 20/12/2006 - 23/02/2010). Il ricorrente deduceva: a) che pagamenti effettuati da lui e da suoi parenti prima della dichiarazione di fallimento avevano reintegrato il patrimonio societario (cd. "bancarotta riparata"), escludendo il pregiudizio ai creditori; b) che la sua progressiva mancanza di cura delle scritture contabili doveva essere interpretata come disimpegno e non come dolo documentale; c) che la Corte territoriale avrebbe errato nel rifiutare la conversione della pena detentiva breve in sanzioni alternative, senza adeguato confronto con i criteri di cui all'art. 133 cod. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni: 1) il profilo della "bancarotta riparata" non era stato dedotto in appello in forma tale da consentire alla Cassazione di valutarlo e richiede accertamenti di fatto non devolubili a questa Corte; inoltre, l'onere probatorio grava sull'amministratore che deve dimostrare la corrispondenza tra versamenti e atti distrattivi; 2) il secondo motivo era generico e non ha confutato l'ampia motivazione della Corte d'appello che aveva collegato l'omesso aggiornamento delle scritture alle condotte distrattive e all'evasione fiscale, rinvenendo il dolo specifico; 3) la decisione di negare pene sostitutive è stata ritenuta razionale in base ai precedenti e ai criteri di meritevolezza, materia in larga parte insindacabile in Cassazione. Conseguenze: confermata l'inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 173 disposizioni attuative codice procedura penale
Limiti alla formulazione dei motivi di ricorso per cassazione; il ricorso deve rispettare i limiti di specificità e di deduzione previsti, non potendosi introdurre nuovi profili fattuali non trattati in appello
concetto giurisprudenziale di "bancarotta riparata" (Sez. 5, n. 57759 del 24/11/2017, Liparoti, Rv. 271922 - 01)
La bancarotta si considera "riparata" se, prima della dichiarazione di fallimento, attività di segno contrario reintegrano il patrimonio annullando il pregiudizio ai creditori; spetta all'amministratore che ha commesso distrazioni provare la esatta corrispondenza tra versamenti e precedenti atti distrattivi
Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione della meritevolezza in ordine a misure alternative; il giudice di merito deve valutare tali criteri, ma la valutazione discrezionale è difficilmente sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata
L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 53
Norma che disciplina la possibilità di applicare pene sostitutive per le pene detentive brevi; la Corte d'appello ha ritenuto la richiesta non meritevole in base ai criteri e alla qualità della condotta imprenditoriale
L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 58, comma 2
Riferimento utilizzato dalla Corte di merito per escludere la solvibilità o la meritevolezza del beneficio, ove pertinente; la Cassazione richiamata segnala il limitato sindacato sulle valutazioni di merito
art. 216, ultimo comma, I. fall.
Norma richiamata rispetto alle pene accessorie connesse alla bancarotta; la Corte d'appello aveva rideterminato la durata delle pene accessorie ai sensi di tale disposizione
Conseguenze processuali della declaratoria di inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e possibilità di ordine a favore della Cassa delle ammende
art. 23, comma 8, dl. 28/10/2020, n. 137, conv. L. 18/12/2020, n. 176
Previsione procedurale richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale
Massime di principio
- La "bancarotta riparata" può escludere il reato solo se il patrimonio societario è effettivamente reintegrato prima della dichiarazione di fallimento; l'onere della prova è dell'amministratore che ha operato le distrazioni
- In Cassazione non si possono introdurre nuovi profili fattuali non espressamente dedotti e sviluppati in grado di appello: questioni nuove richiedono accertamenti di fatto di merito devoluti ai giudici di merito
- I motivi di ricorso devono essere specifici e confrontarsi puntualmente con la motivazione della Corte territoriale; censure generiche o non specificamente fondate sono inammissibili
- La valutazione della meritevolezza per l'applicazione di pene sostitutive è riservata al giudice di merito e la Cassazione interviene solo se vi è manifesta illogicità o violazione di legge
- Pagamenti successivi o di modesto importo non eliminano automaticamente il dolo fraudolento se la motivazione di merito dimostra che essi erano volti a ritardare iniziative esecutive o la dichiarazione di fallimento
- L'inammissibilità del ricorso comporta conseguenze pratiche: condanna alle spese processuali e possibilità di condanna ad un pagamento alla Cassa delle ammende
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