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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13863/2026 del 16/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato per cassazione la sentenza del GUP del Tribunale di Monza che gli aveva applicato la pena di un anno di reclusione per i reati di guida in stato di ebbrezza e guida sotto l'effetto di stupefacenti, con sospensione della patente per un anno e sei mesi. Il ricorso era limitato a vizi di motivazione sulla durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, ritenuta eccessiva e asseritamente disposta senza adeguata motivazione, nonché sulla mancata applicazione della diminuzione per il rito prevista dall'art. 222, comma 2-bis, C.d.S.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, perciò, inammissibile. Ha ritenuto che il giudice di merito avesse congruamente motivato la durata della sospensione della patente, collocata nei limiti del medio edittale e comunque nel minimo previsto per ciascuna delle violazioni contestate. Ha inoltre escluso che la riduzione della sanzione accessoria prevista dall'art. 222, comma 2-bis, C.d.S. fosse applicabile al caso di specie, osservando che tale beneficio riguarda soltanto l'ipotesi di patteggiamento per omicidio colposo stradale. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2, lett. b), 2-sexies C.d.S.

    Norma posta a base della condanna per guida in stato di ebbrezza; la Corte rileva che la sospensione della patente è stata applicata nel minimo previsto per tale violazione.

  • art. 187, comma 1 e 1-quater C.d.S.

    Norma posta a base della condanna per guida sotto l'effetto di stupefacenti; la Corte rileva che la sospensione della patente è stata applicata nel minimo previsto anche per tale reato.

  • art. 222, comma 2-bis, C.d.S.

    La diminuzione fino a un terzo della sospensione della patente è stata ritenuta applicabile soltanto all'ipotesi di patteggiamento per omicidio colposo commesso in violazione della disciplina sulla circolazione stradale, non al caso deciso.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, in difetto di cause di esonero, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La graduazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente rientra nella discrezionalità del giudice di merito; una motivazione sintetica è sufficiente quando la durata irrogata resta nei limiti del medio edittale o comunque nel minimo previsto.
  • Una motivazione più analitica sulla durata della sanzione accessoria è necessaria solo quando la misura applicata superi la durata media della cornice edittale.
  • La diminuzione della sospensione della patente prevista dall'art. 222, comma 2-bis, C.d.S. ha applicazione limitata all'ipotesi espressamente considerata dalla norma e non può essere estesa a fattispecie diverse.
  • Quando il ricorso per cassazione è manifestamente infondato, la Corte ne dichiara l'inammissibilità con conseguente condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende, salvo ipotesi di esonero.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGuida in stato di ebbrezzaGuida sotto effetto di stupefacenti
RamiProcesso penaleReati stradali
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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