Cassazione Civile, Ordinanza n. 31387/2022 del 24/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (appaltatore)
La controversia
La controversia nasce da un appalto per lavori su un edificio condominiale stipulato il 18 luglio 2005. L'appaltatore otteneva un decreto ingiuntivo per il pagamento di un quinto stato di avanzamento lavori, per euro 47.825,03 oltre IVA. Il condominio proponeva opposizione, deducendo lavori non eseguiti o eseguiti non a regola d'arte e chiedendo la compensazione con i propri controcrediti, oltre alla penale per ritardo prevista dal contratto. Il tribunale accoglieva l'opposizione del condominio e condannava l'appaltatore anche alla penale; la corte d'appello confermava in larga parte la decisione, accogliendo l'appello incidentale del condominio sulla quantificazione della decurtazione e ritenendo che la ritenuta del 5% sui S.A.L. avesse funzione assimilabile a caparra confirmatoria. Il ricorrente denunciava, in un unico complesso motivo, omessa motivazione e violazione delle norme sull'interpretazione del contratto, sulla correttezza e buona fede, sull'exceptio inadimpleti contractus e sulla clausola che vietava la sospensione dei lavori. Sosteneva che la corte territoriale avesse mal interpretato gli artt. 12 e 14 del contratto, attribuendo al condominio il potere di non pagare gli acconti pur pretendendo la prosecuzione dell'opera, e che non avesse valutato correttamente il reciproco inadempimento delle parti.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondata l'eccezione di inammissibilità del ricorso, ma ha accolto il motivo nei limiti indicati in motivazione. Ha cassato la sentenza della corte d'appello e ha rinviato alla stessa corte, in diversa composizione, per un nuovo esame. Il giudice di rinvio dovrà compiere una valutazione comparativa e unitaria dei reciproci inadempimenti, tenendo conto delle pattuizioni contrattuali sugli acconti, sulla ritenuta del 5% e sul divieto di sospensione dei lavori, per stabilire a chi sia imputabile l'inadempimento colpevole idoneo a giustificare l'eccezione di inadempimento dell'altra parte. Le spese del giudizio di cassazione sono state rimesse al giudice di rinvio.
Norme richiamate
art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c.
il ricorso è stato ritenuto sufficientemente esposto quanto ai fatti di causa e alle posizioni processuali delle parti
art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.
le censure erano corredate dell'indicazione dei documenti sui quali si fondavano
richiamato nel motivo per dedotta violazione delle regole sull'interpretazione e validità del contratto
richiamato quale criterio di interpretazione del contratto da applicare alle clausole dell'appalto
richiamato quale criterio di interpretazione coordinata delle clausole
richiamato quale criterio di interpretazione secondo buona fede
richiamato quale criterio di interpretazione complessiva e funzionale delle clausole
la Corte collega il principio di correttezza agli obblighi collaterali nel rapporto sinallagmatico
richiamato nel motivo quale canone di esecuzione del contratto secondo buona fede
l'exceptio inadimpleti contractus non è esperibile dalla parte che, essendo tenuta per prima alla prestazione e risultando inadempiente, pretenda di giovarsene; occorre valutare comparativamente i reciproci inadempimenti
attribuisce al committente il potere di controllo sull'esecuzione e di fissare un termine per eliminare difetti o difformità
richiamato come possibile deroga convenzionale all'opponibilità dell'eccezione di inadempimento tramite clausola solve et repete
per l'applicazione della clausola penale occorre accertare, con valutazione comparativa, quale contraente sia inadempiente o in ritardo
art. 14 del contratto di appalto del 18 luglio 2005
"I lavori non potranno essere sospesi per nessun motivo"
la clausola va considerata nel giudizio sul reciproco inadempimento e sulla possibilità per l'appaltatore di sospendere i lavori
art. 12 del contratto di appalto del 18 luglio 2005
"Tutti i pagamenti verranno effettuati entro trenta giorni dalla data del raggiungimento del suddetto importo certificato dalla direzione dei lavori"
la previsione sugli acconti va letta come obbligo di pagamento subordinato alla contabilizzazione/certificazione dei S.A.L., non alla accettazione dei lavori fin lì eseguiti
Massime di principio
- Nei contratti di appalto con pagamenti progressivi subordinati alla certificazione dei S.A.L., l'obbligazione di pagamento degli acconti non coincide necessariamente con l'obbligazione dell'appaltatore di consegnare l'opera compiuta; tuttavia il giudice deve verificare se, nel concreto, il mancato pagamento degli acconti legittimi o meno l'eccezione di inadempimento.
- L'exceptio inadimpleti contractus richiede una valutazione comparativa e unitaria dei reciproci inadempimenti, considerando non solo le obbligazioni principali ma anche quelle collaterali di collaborazione e correttezza, nonché il profilo cronologico e il nesso di causalità tra le rispettive violazioni.
- Nel contratto di appalto, il committente può controllare l'esecuzione dell'opera e fissare un termine per eliminare difformità e difetti; in alternativa, conserva il rimedio per i vizi dell'opera secondo le regole proprie dell'appalto, ma non può automaticamente rifiutare il pagamento di acconti se ciò contrasta con la struttura pattizia del rapporto.
- L'applicazione della clausola penale per ritardo presuppone l'accertamento, anche mediante comparazione delle condotte contrapposte, di quale parte sia responsabile dell'inadempimento o del ritardo che ha inciso sull'interesse dell'altra all'esecuzione del contratto.
- Una clausola che vieti la sospensione dei lavori non esclude di per sé ogni eccezione di inadempimento, ma deve essere letta insieme alle altre pattuizioni e verificata alla luce dell'intero assetto sinallagmatico del contratto.
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