Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1039/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202212813

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, cittadino straniero residente in Italia e titolare di attività lavorativa, ha impugnato il provvedimento con cui il Ministero dell'Interno aveva respinto la sua domanda di cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992, ritenendo emersi elementi tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Il ricorrente ha dedotto, in primo luogo, la violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990 per l'omesso preavviso di rigetto, contestando che il mero sospetto di pericolosità potesse giustificarne l'omissione. In secondo luogo, ha dedotto la violazione dell'art. 3 della legge n. 241/1990, genericità, incoerenza e illogicità della motivazione, difetto di istruttoria, carenza dei presupposti ed eccesso di potere, sostenendo che il diniego fosse fondato sulla fuga della figlia verso le fila dello Stato islamico, vicenda non direttamente riferibile al richiedente e rispetto alla quale egli non aveva manifestato approvazione. Il Ministero ha sostenuto l'ampia discrezionalità dell'amministrazione nella concessione della cittadinanza e la rilevanza, ai fini della sicurezza nazionale, del rapporto familiare con una persona ritenuta contigua a un movimento estremista, nonché la legittimità dell'omissione del preavviso in presenza di elementi riservati.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendolo manifestamente infondato e confermando le valutazioni già espresse in sede cautelare. Ha affermato che la residenza decennale costituisce soltanto uno dei presupposti per la presentazione della domanda e non attribuisce un diritto automatico alla cittadinanza, essendo necessaria una valutazione ampiamente discrezionale dell'inserimento sociale, delle condizioni personali e familiari, dell'irreprensibilità della condotta e dell'adesione ai valori della comunità nazionale. Il conferimento della cittadinanza è qualificato come atto discrezionale di alta amministrazione, connesso a un interesse pubblico e a una valutazione prognostica sull'affidabilità del richiedente. Il sindacato giurisdizionale resta estrinseco e riguarda la sufficienza dell'istruttoria, la veridicità dei fatti, la logicità, coerenza e ragionevolezza della motivazione, senza estendersi al merito della valutazione amministrativa. Nel caso concreto, il Ministero ha legittimamente valorizzato il rapporto familiare stretto con una persona collegata a un movimento responsabile di attività gravemente lesive della sicurezza della Repubblica; tale rapporto può riprendere in ogni momento e giustifica una valutazione prudenziale anche in assenza di condanne o precedenti penali del richiedente. Il diniego è stato ritenuto adeguatamente motivato e ragionevole, anche in considerazione della particolare intensità dell'accertamento richiesto in materia di sicurezza nazionale e del carattere definitivo dello status civitatis. Il motivo relativo all'omesso preavviso di rigetto è stato respinto: l'omissione non è viziante quando il provvedimento è sorretto da ragioni speciali, anche riservate, e il ricorrente non ha introdotto elementi sostanziali contrari idonei a modificare l'esito. Le spese di lite sono state compensate in ragione delle concrete modalità della controversia e della sua risalenza.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    la cittadinanza italiana “può” essere concessa allo straniero che risieda legalmente nel territorio della Repubblica da almeno dieci anni

    La residenza legale decennale è un presupposto per proporre la domanda, ma non attribuisce un diritto automatico alla cittadinanza; l'amministrazione conserva un'ampia discrezionalità nel valutare l'integrazione, l'affidabilità e l'opportunità della concessione.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    L'omissione del preavviso di rigetto non determina l'illegittimità del diniego quando questo è fondato su ragioni speciali, anche riservate, e il ricorrente non dimostra che la partecipazione procedimentale avrebbe potuto introdurre elementi contrari rilevanti.

  • art. 3 l. 241/1990

    Il diniego deve essere sorretto da una motivazione sufficiente, logica, coerente e ragionevole rispetto agli elementi istruttori e all'interesse pubblico perseguito.

  • art. 74 c.p.a.

    nel caso in cui ravvisi la manifesta [...] infondatezza del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata

    In presenza di manifesta infondatezza, il giudice può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata mediante motivazione sintetica, anche per richiamo a precedenti conformi.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Consente l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti quando sussistono esigenze di tutela dei diritti o della dignità degli interessati.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali nel provvedimento di oscuramento.

  • art. 52 Cost.

    La sicurezza dello Stato-comunità costituisce un interesse di rango superiore, rilevante anche nella valutazione amministrativa della domanda di cittadinanza.

Massime di principio

  • La residenza legale decennale prevista dall'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992 costituisce soltanto un presupposto per la presentazione della domanda di cittadinanza italiana e non attribuisce al richiedente un diritto automatico alla concessione dello status civitatis.
  • La concessione della cittadinanza italiana per residenza costituisce esercizio di ampia discrezionalità amministrativa e richiede la valutazione complessiva dell'integrazione sociale, delle condizioni lavorative, economiche e familiari, dell'irreprensibilità della condotta e dell'adesione ai valori della comunità nazionale.
  • In materia di cittadinanza, il sindacato del giudice amministrativo sulla valutazione ministeriale è estrinseco e si limita a verificare la sufficienza dell'istruttoria, la veridicità dei fatti, nonché la logicità, coerenza e ragionevolezza della motivazione, senza estendersi al merito della prognosi amministrativa.
  • Ai fini del diniego della cittadinanza per ragioni di sicurezza della Repubblica, l'amministrazione può valorizzare, anche in assenza di condanne o precedenti penali del richiedente, specifiche frequentazioni, appartenenze o stretti rapporti familiari idonei a porre in dubbio la sua affidabilità e la sua piena adesione ai valori costituzionali.
  • L'omesso preavviso di rigetto non determina l'illegittimità del diniego di cittadinanza quando il provvedimento è fondato su ragioni speciali, anche riservate, e il ricorrente non indica elementi partecipativi concreti che avrebbero potuto condurre a un diverso esito.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.