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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46020/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva vizi di motivazione e violazione di legge per omesso assorbimento del reato di oltraggio (capo 2, art. 341-bis c.p.) nella fattispecie di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.). La difesa non contestava la configurazione della resistenza ma sosteneva che le ingiurie, rivolte ai militari al fine di impedire il controllo, fossero funzionali e quindi assorbite dalla resistenza nei confronti del medesimo pubblico ufficiale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha confermato che l'art. 341-bis (oltraggio) non si assorbe nell'art. 337 (resistenza), richiamando consolidata giurisprudenza: i due reati hanno struttura diversa e tutelano beni giuridici differenti (sicurezza/libertà di azione del pubblico ufficiale vs onorabilità/prestigio). Inoltre la Corte ha rilevato che l'illecito di resistenza aveva due persone offese (Trifone e Cucco), escludendo la coincidenza della persona offesa invocata dalla difesa. Per questi motivi la condotta di oltraggio concorre con la resistenza e non è stata assorbita. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    resistenza a pubblico ufficiale

    Il reato tutela la sicurezza e la libertà di azione del pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni; la condotta di resistenza può coesistere con altre condotte come l'oltraggio, non assorbendole.

  • art. 341-bis cod. pen.

    oltraggio a pubblico ufficiale

    L'oltraggio tutela l'onorabilità e il prestigio del pubblico ufficiale; non è strutturalmente elemento della resistenza e pertanto costituisce reato autonomo che può concorrere con l'art. 337.

  • legge n. 94 del 2009

    rimodulazione dell'istituto dell'oltraggio

    La riforma ha reintrodotto l'oltraggio nella forma attuale, eliminando precedenti aggravanti che ne evidenziavano l'autonomia rispetto alla resistenza.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    condanna per spese e ammenda in caso di ricorso inammissibile

    Prevede l'obbligo di condanna alle spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende quando il ricorso è dichiarato inammissibile o manifestamente infondato.

Massime di principio

  • Il reato di oltraggio (art. 341-bis) è autonomo rispetto alla resistenza a pubblico ufficiale (art. 337) e non viene automaticamente assorbito anche se le ingiurie sono rivolte per ostacolare l'attività degli agenti.
  • Se le condotte offendono più persone offese, viene meno la possibilità di sostenere la coincidenza della persona offesa come motivo di assorbimento.
  • Nel valutare concorso o assorbimento tra reati occorre considerare la diversa struttura delle fattispecie e i differenti beni giuridici tutelati: sicurezza/libertà d'azione dell'operatore vs onore/prestigio.
  • La difesa che intenda invocare l'assorbimento deve dimostrare elementi tali da integrare un unico comportamento strutturalmente riconducibile a un solo reato; la mera finalità di ostacolare l'azione non è di per sé sufficiente.
  • In casi simili è prudente valutare il rischio di condanna alle spese e all'ammenda per ricorsi manifestamente infondati, dato il consolidato orientamento di legittimità in materia.

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