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Ordinanza

Ordinanza n. 1370/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del 16.04.2026, reso dal Comune di Casal di Principe recante "comunicazione provvedimento di irricevibilità e inammissibilità" dell'istanza di autorizzazione sismica in sanatoria e contestuale avvio del procedimento in autotutela.

Giustizia amministrativa202602582

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale di irricevibilità e inammissibilità dell’istanza di autorizzazione sismica in sanatoria, con contestuale avvio del procedimento di autotutela

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 16 aprile 2026 con cui il Comune ha dichiarato irricevibile e inammissibile l’istanza di autorizzazione sismica in sanatoria presentata il 12 dicembre 2025, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo non risultano specificamente indicati i singoli vizi di legittimità dedotti. Il Comune aveva opposto ragioni ostative connesse al fatto che l’immobile era interessato da una procedura RESA, nell’ambito della quale la Procura di Napoli – Ufficio Demolizioni aveva richiesto l’anticipazione dei fondi alla Cassa Depositi e Prestiti per procedere alla demolizione. Il provvedimento impugnato dava inoltre atto dell’avvio del procedimento di annullamento in autotutela del permesso in sanatoria rilasciato ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo che non sussistessero i presupposti per la sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato. La valutazione negativa del fumus è stata motivata dalle ragioni ostative opposte dal Comune all’istanza di autorizzazione sismica e, in particolare, dall’assoggettamento dell’immobile alla procedura RESA finalizzata alla demolizione, per la quale la Procura aveva richiesto l’anticipazione dei fondi. Il giudice ha considerato rilevante anche l’avvio del procedimento di annullamento in autotutela del permesso di costruire in sanatoria rilasciato ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001. L’ordinanza non espone una distinta valutazione del periculum in mora. Nulla è stato disposto sulle spese della fase cautelare, poiché il Comune non si è costituito in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare collegiale e costituisce la base normativa per la decisione sull’istanza di sospensione.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale fondamento del permesso in sanatoria oggetto del procedimento di annullamento in autotutela.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la domanda di sospensione può essere respinta quando le ragioni ostative dell’amministrazione risultano collegate all’interessamento dell’immobile da una procedura amministrativa o giudiziaria diretta alla demolizione, circostanza idonea a escludere una positiva valutazione sommaria della pretesa.
  • L’avvio di un procedimento di annullamento in autotutela del titolo edilizio in sanatoria costituisce un elemento rilevante nella valutazione cautelare della domanda proposta contro il diniego o la declaratoria di irricevibilità e inammissibilità di un’istanza connessa al medesimo immobile.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSanatoria e condono edilizioAutotutelaTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareAutotutela decisoria

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