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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9531/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello per: 1) violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, sostenendo che la condotta contestata attiene a un impossessamento/rapina e non a estorsione; 2) vizio di motivazione per presunto travisamento delle prove dichiarative (discrasie sulle presenze di testimoni, sull'uso del coltello e sul contenuto delle minacce); 3) errata valutazione delle dichiarazioni del teste CARADONIO, in particolare con riferimento all'uso del coltello, confermato da una teste (SPINA) ma negato da CARADONIO; 4) violazione di legge e vizio di motivazione in tema di recidiva, per presunta incongruenza tra applicazione della recidiva al capo a) e sua esclusione per altri capi estinti per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte del ricorso, ritenendo inammissibili o infondate le doglianze relative alla correlazione accusa-sentenza e alla valutazione della prova testimoniale (richiamando il principio che la Corte di merito può selezionare e valutare le dichiarazioni e che la Cassazione non è sede di merito). Tuttavia la Corte ha ritenuto insufficiente la prova in ordine all'aggravante consistente nell'uso del coltello: ha annullato la sentenza limitatamente al riconoscimento dell'aggravante per uso di arma e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Roma per nuovo esame di quel punto. Quanto al motivo sulla recidiva, è stato ritenuto infondato in relazione alla motivazione congrua e aderente della Corte territoriale; pertanto il resto della sentenza è stato integralmente confermato.

Norme richiamate

  • art. 629 cod. pen.

    La contestazione riguardava il delitto di estorsione (art. 629), e la Corte d'Appello ha valutato le dichiarazioni della persona offesa alla luce di tale fattispecie, ritenendo che la consegna volontaria di beni dopo minacce sia compatibile con l'estorsione.

  • art. 628 cod. pen.

    Nel capo d'imputazione erano richiamate aggravanti previste dall'art. 628; la Corte d'Appello ha comunque escluso l'aggravante della pluralità di persone e valutato separatamente le altre aggravanti (in particolare l'uso di arma è stato poi disconosciuto dalla Cassazione per insufficienza probatoria).

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Richiama il principio di corrispondenza tra accusa e sentenza: in Cassazione va considerato non solo il fatto descritto in imputazione ma anche le risultanze probatorie emerse e sulle quali l'imputato ha potuto esercitare difese; pertanto la Corte d'Appello può valorizzare elementi emergenti in dibattimento purché l'imputato ne sia stato messo a conoscenza.

  • art. 500 cod. proc. pen.

    Le dichiarazioni rese in sede di indagini ma non confermate in dibattimento, pur se oggetto di contestazione ex art. 500, possono essere ritenute inutilizzabili: la Corte territoriale ha operato una selezione delle dichiarazioni effettivamente utilizzabili.

  • norme sulla recidiva (cod. pen.)

    La ricorrenza della recidiva è valutata sulla base dei precedenti e del percorso criminale; una motivazione congrua della Corte territoriale, confermata in doppio grado, è idonea a sostenere l'applicazione della recidiva anche se vi sono questioni su calcoli prescrizionali relativi ad altre imputazioni.

Massime di principio

  • La distinzione tra rapina/impossessamento e estorsione può dipendere dalla sussistenza di una volontaria consegna di beni sotto la spinta di minacce: la consegna "per evitare che la situazione degenerasse" può legittimare la qualificazione come estorsione.
  • La Cassazione non è sede per ritrattare la valutazione della credibilità dei testimoni operata dalla Corte di merito, salvo che la motivazione sia mancante, manifestamente illogica o contraddittoria su aspetti essenziali.
  • Le dichiarazioni raccolte in fase di indagini preliminari che non siano confermate in udienza possono essere dichiarate inutilizzabili: il giudice di merito deve selezionare le risultanze probatorie utilizzabili e motivare le scelte.
  • Per riconoscere un'aggravante collegata all'uso di un'arma è necessaria prova chiara e coerente dell'uso dell'arma; testimonianze contrastanti e l'assenza di conferma da parte della persona offesa possono rendere l'aggravante insostenibile e comportare annullamento parziale con rinvio.
  • L'applicazione della recidiva richiede una motivazione chiara sullo stato degli antecedenti e sul percorso criminale: se la Corte territoriale motiva adeguatamente e la decisione è conforme in più gradi, errori marginali nei calcoli prescrizionali di altri reati non bastano a escluderla.
  • In casi simili, l'imputato deve puntare a dimostrare mancanze manifeste nella motivazione o contraddizioni decisive su elementi essenziali (p. es. prova dell'elemento soggettivo o materiale dell'aggravante) per ottenere esito favorevole in Cassazione.

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