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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00401/2025 del 07/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione impugnata, che aveva affermato la responsabilità per evasione e negato attenuanti generiche e particolare tenuità del fatto, è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la sentenza della Corte d'appello di Palermo nella parte in cui aveva confermato la sua responsabilità per il reato di evasione, aveva negato le attenuanti generiche e non aveva riconosciuto la particolare tenuità del fatto. Deduceva inoltre che il delitto di evasione dovesse ritenersi assorbito nei reati di furto, poi divenuti improcedibili per difetto di querela. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi inammissibili perché meramente reiterativi di censure già esaminate e disattese con motivazione congrua; ha considerato manifestamente infondato l'assorbimento dell'evasione nei furti, qualificando l'evasione come condotta autonoma e indipendente rispetto ai reati-fine; quanto alle attenuanti generiche, ha richiamato il principio per cui il giudice non deve confutare analiticamente tutti gli elementi dedotti, essendo sufficiente valorizzare quelli ritenuti decisivi, e ha rilevato che nel caso concreto erano stati valorizzati precedenti penali e gravità intrinseca del fatto, essendo l'evasione funzionale alla commissione di altri reati, con esclusione anche della minima offensività e senza rilievo dei dedotti disagi psichici alla luce delle conclusioni peritali.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Richiamato implicitamente come fattispecie di evasione oggetto della conferma di responsabilità; la Corte ne valorizza l'autonomia rispetto ai reati-fine ai quali la condotta era funzionale.

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte esclude il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, ritenendo la condotta non minimamente offensiva per la gravità concreta e la finalizzazione ad altri reati.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche possono essere negate valorizzando elementi ritenuti decisivi, come precedenti penali e gravità del fatto, senza necessità di confutare tutti gli elementi dedotti dalla difesa.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre censure già esaminate e disattese dai giudici di merito con motivazione congrua e corretta, senza indicare specifici vizi logici o giuridici.
  • Il delitto di evasione conserva autonomia rispetto ai reati-fine che abbiano costituito la finalità della condotta, sicché non può essere dichiarato assorbito nei delitti diversi cui sia strumentalmente collegato.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito valorizza elementi significativi quali i precedenti penali e la gravità concreta del fatto; non è necessario esaminare analiticamente ogni elemento addotto dalla difesa.
  • Ai fini della particolare tenuità del fatto, la valutazione negativa può fondarsi sulla gravità concreta della condotta, sulla sua finalizzazione alla commissione di ulteriori reati e sulla conseguente esclusione della minima offensività.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, seguono la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende nei limiti previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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