Cassazione Penale, Ordinanza n. 00338/2025 del 07/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)
La controversia
Nel procedimento cautelare a carico di un indagato per furto aggravato, il pubblico ministero aveva chiesto l'applicazione della custodia cautelare in carcere. Il G.i.p. del Tribunale di Avezzano, all'esito dell'udienza di convalida dell'arresto, ha rigettato la richiesta cautelare. Avverso tale ordinanza il pubblico ministero ha proposto ricorso per saltum per cassazione, deducendo violazione di legge processuale. La questione decisa dalla Corte non riguarda il merito delle esigenze cautelari o dei gravi indizi, ma l'ammissibilità del mezzo di impugnazione utilizzato dal pubblico ministero contro il diniego della misura.
La decisione
La Corte ha affermato che il pubblico ministero non è legittimato a proporre ricorso immediato per cassazione avverso l'ordinanza che respinge la richiesta cautelare. In applicazione del principio di tassatività dei mezzi di impugnazione e dell'art. 568, comma 5, c.p.p., l'impugnazione è stata qualificata come appello cautelare ex art. 310 c.p.p. e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale del riesame di L'Aquila per la decisione nel merito dell'appello.
Norme richiamate
L'impugnazione proposta con forma non corretta va qualificata secondo il suo contenuto sostanziale quando il mezzo esperito è quello previsto dall'ordinamento per il provvedimento impugnato.
L'ordinanza che respinge la richiesta di misura cautelare è devoluta al giudizio di appello cautelare dinanzi al tribunale del riesame.
Massime di principio
- Il pubblico ministero non può proporre ricorso immediato per cassazione contro l'ordinanza che rigetta la richiesta di custodia cautelare, perché il mezzo di impugnazione corretto è l'appello cautelare.
- In materia di impugnazioni penali vige il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione: l'atto proposto con denominazione errata deve essere riqualificato nel mezzo legalmente previsto, se ne ricorrono i presupposti sostanziali.
- Quando il ricorso per cassazione del pubblico ministero avverso il diniego della misura cautelare è in realtà un appello cautelare, il giudice di legittimità non decide sul merito cautelare ma dispone la trasmissione degli atti al giudice competente.
- La qualificazione dell'impugnazione prevale sulla forma dell'atto, purché dal contenuto emerga in modo univoco il mezzo processuale astrattamente esperibile contro il provvedimento impugnato.
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