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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46793/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale tra l'autorità giudiziaria di Bologna e quella di Trieste riguardo a un procedimento per reati in materia di stupefacenti (artt. 73 e 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) e, segnatamente, sull'individuazione del luogo di costituzione e operatività dell'associazione finalizzata al narcotraffico. Trieste aveva dichiarato incompetente in favore di Bologna ritenendo che la consumazione del reato associativo e l'importazione più grave fossero avvenute in Emilia-Romagna (arrivi aerei a Bologna, residenza dei vertici, trattative in Emilia). Bologna (e il P.M.) rilevavano invece l'operatività e la definitiva destinazione della droga nel Friuli-Venezia Giulia (area udinese), sostenendo che lì si era manifestata la struttura e il pactum sceleris.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha assegnato la competenza al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna. La Corte ha ritenuto impossibile, allo stato del procedimento, individuare con precisione il luogo di costituzione e operatività dell'associazione; di conseguenza ha applicato l'art. 16 cod. proc. pen.: dovendo scegliere tra reati connessi e di pari gravità, si è attenuta al criterio di priorità temporale, individuando come rilevante il reato di importazione contestato al capo 3) (consumazione fermata al 19/08/2019), la cui prima condotta sul territorio nazionale è avvenuta a Bologna (prelievo dei bodypackers, evacuazione in abitazione bolognese). Gli atti sono stati pertanto trasmessi al GIP di Bologna con le comunicazioni di legge.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    Norma che disciplina i delitti relativi al traffico illecito di sostanze stupefacenti; nel caso è stata considerata parte della cornice di reati connessi oggetto dell'accusa.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74

    Norma sugli aggravanti e circostanze connesse al traffico di stupefacenti; richiamata insieme all'art. 73 nella contestazione.

  • codice di procedura penale, art. 16, comma 1

    La competenza per territorio per i procedimenti connessi rispetto ai quali più giudici sono ugualmente competenti per materia appartiene al giudice competente per il reato più grave e, in caso di pari gravità, al giudice competente per il primo reato

    Applicata come principio guida per risolvere la competenza tra giudici: se non è possibile stabilire il luogo del delitto associativo, si deve ricondurre la competenza al giudice del reato residuo più grave o, in caso di pari gravità, al giudice del primo reato cronologicamente.

  • codice di procedura penale, art. 12, lett. a)

    Riferimento al concetto di connessione tra reati utilizzato nel ragionamento sul cumulo processuale che può radicare la competenza in capo al reato di maggiore gravità.

  • codice di procedura penale, art. 30, comma 2

    Norma che disciplina la trasmissione degli atti alla Corte di cassazione in caso di denuncia di conflitto; la Corte ha ritenuto corretta la trasmissione operata dal GIP di Bologna in aderenza alla denuncia del P.M.

  • codice di procedura penale, art. 32, comma 2

    Norma richiamata in relazione agli obblighi di comunicazione dopo la decisione sulla competenza: gli atti devono essere trasmessi al giudice dichiarato competente.

Massime di principio

  • Quando più giudici sono potenzialmente competenti per reati connessi, si applica l'art. 16 c.p.p.: competenza al giudice del reato più grave; se pari gravità, al giudice del primo reato cronologicamente.
  • Se non è possibile accertare con sufficiente precisione il luogo di costituzione o operatività di un'associazione criminale, si ricorre in via graduata al reato residuo più grave e, in caso di pari gravità, al criterio della priorità temporale del primo reato commesso sul territorio nazionale.
  • In materia di importazione di stupefacenti, per determinare la competenza territoriale conta il luogo in cui è stata compiuta la prima delle condotte realizzate sul territorio nazionale (es. primo ingresso/operazioni sul suolo italiano).
  • La destinazione finale della droga e il radicamento operativo in un'area (es. piazza di spaccio) possono concorrere a fondare la competenza, ma non prevalgono automaticamente se emergono fatti concreti che collocano la prima consumazione rilevante in un altro territorio.
  • La trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione per conflitto è ammissibile se il pubblico ministero denuncia il conflitto e il giudice a cui sono stati trasmessi gli atti aderisce formalmente alla denuncia o vi aggiunge autonome ragioni.
  • Lo stadio processuale e i limiti dell'intervento della Corte di legittimità impongono cautela: la decisione sul conflitto si basa sugli elementi già acquisiti e non su indagini aggiuntive approfondite.

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