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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02900/2025 del 23/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per plurimi episodi di furto in abitazione aggravato. In cassazione ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo l'insussistenza della fattispecie di furto in abitazione, con specifico riferimento alla qualificazione del luogo del fatto come pertinenza di privata dimora; ha inoltre sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 624-bis c.p. per asserita irragionevolezza della disciplina, anche in relazione all'assenza di una ipotesi di lieve entità. Il ricorso è stato ritenuto meramente riproduttivo di censure già esaminate e disattese dai giudici di merito, senza adeguata correlazione con la motivazione impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze fossero non specifiche perché sostanzialmente reiterative di questioni già decise in appello, e ha ritenuto corretto il percorso argomentativo della Corte territoriale sia sulla configurabilità del furto in abitazione, sia sulla manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624-bis c.p.

    La nozione di furto in abitazione comprende anche l'appropriazione commessa in una pertinenza della privata dimora, quando il luogo sia funzionalmente e stabilmente collegato all'abitazione e destinato ad attività complementari o strumentali alla vita domestica.

  • art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p.

    L'impugnazione è inammissibile quando il motivo è aspecifico, perché generico o perché non si confronta con le ragioni poste a base della decisione impugnata.

  • art. 627 c.p.p.

    Non ricavabile con certezza dal testo; la decisione richiama la disciplina dell'inammissibilità con le conseguenze economiche previste dalla legge.

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, in assenza di ragioni di esonero.

  • Corte Cost. n. 117 del 2021

    È richiamata per escludere l'illegittimità costituzionale della mancata previsione di una fattispecie di lieve entità del furto in abitazione.

Massime di principio

  • È inammissibile per aspecificità il ricorso per cassazione che riproduca censure già dedotte in appello e già disattese con motivazione congrua, senza confrontarsi in modo puntuale con gli argomenti della sentenza impugnata.
  • Ai fini dell'art. 624-bis c.p. la nozione di privata dimora si estende alle pertinenze stabilmente funzionali all'abitazione, purché il luogo sia destinato in modo durevole al servizio o all'ornamento del bene principale e presenti una contiguità anche solo di servizio con esso.
  • Un parcheggio condominiale, se inserito nel complesso abitativo e funzionalmente collegato all'uso domestico, può integrare la pertinenza di privata dimora rilevante per il furto in abitazione.
  • La scelta legislativa di riservare una tutela rafforzata agli spazi della vita privata e alle loro pertinenze non è di per sé irragionevole e non integra automaticamente profili di illegittimità costituzionale.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, seguono le conseguenze economiche previste dalla legge, salvo la sussistenza di specifiche ragioni di esonero.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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