Cassazione Penale, Sentenza n. 45848/2023 del 14/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza territoriale tra i GUP di Brescia e Monza in relazione a un procedimento contro vari imputati per associazione per delinquere (art. 416 c.p.) e reati-fine quali furto, riciclaggio (art. 648-bis c.p.) e falso. Il nucleo della controversia riguardava quale fosse il "primo" reato con luogo di consumazione noto ai fini dell'individuazione della competenza (criterio dell'art. 16 c.p.p.): il GUP di Brescia aveva indicato come primo il capo n. 69 (riciclaggio) ritenuto commesso a Monza; il GUP di Monza contestava quella indicazione rilevando che il primo reato con luogo noto sarebbe invece il capo n. 9 (riciclaggio) commesso a Mazzano, in provincia di Brescia. È stata altresì valutata la rilevanza della connessione teleologica tra reato associativo e reati-fine e l'eventuale applicabilità della deroga dell'art. 51, comma 3-bis c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto negativo e ha ritenuto competente per territorio il GUP del Tribunale di Brescia, disponendo la trasmissione degli atti a Brescia. La decisione si fonda sulla corretta individuazione, secondo gli elementi di fatto e le imputazioni, del primo reato con luogo di consumazione noto (riciclaggio con riferimento a Mazzano/Brescia) e sui principi secondo cui la competenza per reati connessi segue la contestazione del Pubblico Ministero salvo errori macroscopici; è stato inoltre escluso che l'art. 51, comma 3-bis c.p.p. producesse una deroga assoluta nel caso in esame.
Norme richiamate
art. 12, lett. c) cod. proc. pen.
Richiamata per la nozione di connessione teleologica tra reato associativo e reati-fine; la Corte ha rilevato la sussistenza della connessione teleologica ma ha determinato la competenza secondo i criteri ordinari quando non opera la deroga speciale.
Rilevante in quanto indicava l'imputazione associativa cui erano connessi i reati-fine; la presenza dell'associazione non ha automaticamente trasferito la competenza per effetto di una deroga speciale.
Il reato di riciclaggio è stato individuato come fattispecie di maggiore gravità e al centro della determinazione del "primo" reato con luogo noto ai fini della competenza territoriale.
art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.
Richiamato dalla Corte per chiarire che la deroga assoluta di "vis attractiva" vale solo per le fattispecie espressamente indicate da quella norma; poiché la contestazione ex art. 416 c.p. non rientrava tra quelle previste, la deroga non si applicava.
Applicato per individuare la competenza: il giudice del luogo in cui è stato commesso il reato più grave o, in caso di pari gravità, il primo reato in ordine cronologico. La disputa fra i giudici verteva sull'individuazione del "primo" reato con luogo noto ai sensi di questa norma.
art. 8 e art. 9 cod. proc. pen.
Richiamati come criteri primari e suppletivi per determinare il luogo di commissione dei reati connessi quando non è agevole identificarlo: la Corte ha ricordato l'uso graduato di tali criteri (luogo del reato materiale, luogo dell'evento, ecc.) per risolvere il conflitto.
Massime di principio
- In presenza di reati connessi, la competenza territoriale si determina, in prima battuta, avendo riguardo alla contestazione formulata dal Pubblico Ministero, purché la contestazione non contenga errori macroscopici e immediatamente percepibili.
- La deroga di "vis attractiva" prevista dall'art. 51, comma 3-bis c.p.p. opera solo per le specifiche fattispecie ivi indicate; altre imputazioni, anche se associative (art. 416 c.p.), non trasferiscono automaticamente la competenza sugli altri reati connessi.
- Se non opera una deroga speciale, si applica l'art. 16 c.p.p.: competente è il giudice del luogo in cui è stato commesso il reato più grave o, se di pari gravità, il primo in ordine cronologico. Occorre quindi identificare con precisione il "primo" reato con luogo di consumazione noto.
- Quando per taluni reati il luogo di consumazione non risulta noto, si utilizzano i criteri di cui agli artt. 8 e 9 c.p.p. in modo graduato per individuare il luogo rilevante (luogo del fatto materiale, luogo in cui si è verificato l'evento determinante, ecc.).
- Nella valutazione della competenza devono essere considerati gli elementi di fatto risultanti dall'imputazione (date e luoghi indicati), e non solo ragionamenti formali: la conoscenza precisa di dia- ti cronologici e territoriali può determinare l'assegnazione della competenza anche tra tribunali contigui.
- In situazioni analoghe è utile verificare preliminarmente l'eventuale improcedibilità per mancanza di querela o la prescrizione di singoli capi, poiché l'esclusione di reati dall'oggetto del processo può influire sulla determinazione della competenza.
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