Cassazione Penale, Sentenza n. 38983/2023 del 25/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che confermava le condanne per reati di bancarotta fraudolenta (documentale, impropria e patrimoniale), occultamento/omessa tenuta di documenti contabili e reati fiscali. Emaira Sostegni denunciava contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, sostenendo di essere solo una "testa di legno" e di non avere conoscenza né gestione delle condotte di Berardi; Berardi proponeva molte censure: irregolarità per mutamento della composizione del collegio, omessa assunzione di prove decisive (testimonianze), travisamento e carenza di motivazione rispetto all'attribuzione del ruolo di amministratore di fatto per più società, contestazione della qualificazione dei fatti (bancarotta vs. truffa), criticità nella valutazione di singoli elementi (es. fotocopiatrice e autovettura), e doglianze sulla determinazione della pena e sul diniego delle attenuanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato l'esito del giudizio di merito. Motivazioni principali: il ricorso di Sostegni è generico e versato in fatto; molte censure di Berardi sono generiche o volte a nuovo apprezzamento del materiale probatorio, non consentito in sede di legittimità; il mutamento della composizione del collegio in sede d'appello non ha determinato nullità perché le prove e le dichiarazioni decisive sono state acquisite e valutate dal medesimo collegio che ha discusso e deliberato (principio di immutabilità del giudice valorizzato alla luce della giurisprudenza di legittimità); la mancata richiesta formale, in sede di appello, dell'assunzione di determinate prove (art. 495 c.2 c.p.p.) rende inammissibile la relativa doglianza per cassazione; la sottrazione di beni in leasing (es. fotocopiatrice) rientra nella fattispecie della bancarotta distrattiva; il reato di ricorso abusivo al credito è stato correttamente assorbito nella bancarotta impropria da operazioni dolose. Sono state inoltre condannate le parti ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ad una somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende per colpa nell'impugnare infondatamente.
Norme richiamate
art. 219, comma 2 legge fallimentare
Richiamata come aggravante applicata in relazione ad alcuni reati di bancarotta commessi dall'imputato in qualità di amministratore di fatto
art. 5 e art. 10 d.lgs. 74/2000
Testate come norme relative ai reati fiscali (omessa dichiarazione e occultamento di documenti contabili) contestati agli imputati
art. 173, comma 1 disp. att. c.p.p.
Limiti entro i quali sono stati proposti i motivi di ricorso per cassazione (riferimento formale al potere impugnatorio)
Interpretato insieme alla giurisprudenza delle Sezioni Unite sul principio di immutabilità del giudice: il mutamento della composizione non comporta necessariamente nullità se i provvedimenti non sono stati modificati e le parti non hanno adeguatamente censurato il cambiamento
Richiamato nel quadro della disciplina sul consenso e sulle conseguenze del mutamento della composizione del collegio (integrato dalla giurisprudenza)
Funzione della relazione in appello: meramente espositiva e la sua mancata o diversa esecuzione non determina nullità della sentenza
Richiesta di prove decisive in appello non assunta non può essere invocata in cassazione se la parte non l'ha tempestivamente chiesta in appello
art. 606, comma 1, lett. d) c.p.p.
Criterio di decisività della prova per la valutazione dell'ammissibilità del motivo di cassazione relativo a travisamento della prova
Interpretato in giurisprudenza come richiedente che l'appropriazione di beni ottenuti in leasing, se nella disponibilità dell'utilizzatore fallito, può integrare il reato di bancarotta per distrazione
Norma richiamata dalla difesa per la richiesta di acquisizione di documenti; la Corte ha ritenuto che la mancata produzione non giustifichi la revisione in cassazione se non è stata valutata in sede di merito
Consente la condanna alle spese e ad una somma a favore della Cassa delle ammende per ricorsi manifestamente inammissibili e con colpa
Massime di principio
- In cassazione non sono ammesse censure generiche o meramente 'in fatto': i motivi devono indicare specifiche violazioni di legge o il travisamento della prova con precisione
- La modifica della composizione del collegio in appello non determina automaticamente nullità: è decisivo verificare se i provvedimenti sono stati confermati, se le prove sono state effettivamente assunte davanti al medesimo collegio che ha deliberato e se la difesa ha tempestivamente rilevato il cambiamento
- Il mancato esperimento di prove richieste in appello (es. audizione di testimoni) esclude la relativa censura in cassazione se la parte non ha formulato la richiesta nei termini previsti (art. 495 c.p.p.)
- Le impugnazioni che puntano a un diverso apprezzamento del compendio probatorio sono inammissibili in sede di legittimità: la Cassazione verifica la correttezza dell'applicazione del diritto e la eventuale sussistenza di vizi gravi di motivazione o travisamento, non rivede i fatti
- La sottrazione/appropriazione di beni ottenuti in leasing può integrare la bancarotta distrattiva se il bene era nella effettiva disponibilità dell'impresa fallita e ne è derivato un pregiudizio per la massa fallimentare
- Operazioni finalizzate ad ottenere credito per mascherare lo stato di insolvenza possono integrare la bancarotta impropria da operazioni dolose e assorbire il reato di ricorso abusivo al credito quando le operazioni hanno cagionato o aggravato il dissesto
- Ricorsi manifestamente infondati o generici possono comportare sanzioni economiche a carico del ricorrente (spese processuali e somme alla Cassa delle ammende)
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