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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16952/2025 del 24/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (straniero)

La controversia

Un cittadino straniero aveva proposto opposizione avverso un decreto prefettizio di espulsione. Il giudice di pace aveva respinto l’opposizione ritenendo che, nel procedimento di espulsione, il suo sindacato fosse limitato alla sola verifica di legittimità formale del provvedimento e che non potesse sostituirsi alla motivazione dell’amministrazione. Nel ricorso per cassazione il destinatario dell’espulsione ha dedotto, con due motivi, vizi di motivazione: da un lato, l’omessa considerazione della dedotta mancata notifica della decisione della Commissione territoriale sulla domanda reiterata di protezione internazionale; dall’altro, l’omesso esame delle circostanze allegate a sostegno dell’inespellibilità, in particolare l’integrazione sociale documentata da formazione linguistica e contratto di lavoro, nonché la condizione di vulnerabilità legata all’omosessualità, rilevanti ai fini dell’art. 19 T.U. immigrazione.

La decisione

La Corte ha accolto il secondo motivo di ricorso, ritenendolo preliminare e decisivo, perché il giudice di pace non aveva esaminato le allegazioni relative alle cause di inespellibilità previste dall’art. 19 T.U. immigrazione, in particolare il criterio dell’effettivo inserimento sociale e la vulnerabilità soggettiva. Il primo motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al giudice di pace di Agrigento in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360 n. 5 c.p.c.

    viene richiamato per denunciare il vizio di motivazione e l’omesso esame di fatti decisivi oggetto di discussione tra le parti.

  • art. 111, comma 6, Cost.

    la motivazione è apparente quando non consente il controllo sull’esattezza e logicità del ragionamento decisorio e non raggiunge il minimo costituzionale.

  • D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19

    il giudice dell’opposizione deve valutare le cause di inespellibilità dedotte, non limitandosi alla legittimità formale del decreto.

  • art. 19, comma 1.1, T.U. Imm.

    l’effettivo inserimento sociale rileva come criterio autonomo di valutazione del rischio di violazione del diritto al rispetto della vita privata e può impedire l’espulsione.

  • art. 8 CEDU

    impone di riconoscere tutela autonoma all’effettivo inserimento sociale ai fini della verifica della compatibilità dell’espulsione con il diritto alla vita privata.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione avverso un decreto di espulsione, il sindacato del giudice non può arrestarsi a una verifica meramente formale di legittimità, ma deve esaminare le allegazioni attinenti alle cause normative di inespellibilità dedotte dal destinatario del provvedimento.
  • La motivazione apparente ricorre quando la decisione, pur formalmente esistente, non affronta in modo effettivo i fatti decisivi allegati dalle parti e non consente il controllo sulla coerenza del ragionamento decisorio.
  • Ai fini dell’art. 19 T.U. immigrazione, il giudice deve valutare anche il grado di inserimento sociale del cittadino straniero e le condizioni personali di vulnerabilità, ove specificamente allegate e documentate.
  • Quando il giudice omette l’esame delle cause di inespellibilità e dei fatti decisivi ad esse correlati, la decisione è cassabile per vizio di motivazione, con rinvio al giudice di merito per il nuovo esame.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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