Cassazione Penale, Sentenza n. 34804/2022 del 20/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro del 29/03/2022, con cui era stata esclusa la sussistenza dei gravi indizi per il reato di associazione per delinquere (capo A). Il Procuratore contestava che gli indagati avessero costituito e gestito, in modo stabile e coordinato, più società fallite al fine di consentire a Maurizio Senese, già fallito, di continuare l'attività imprenditoriale mediante distrazioni di beni, tenuta fraudolenta delle scritture e omissione sistematica di pagamenti (più episodi di bancarotta fraudolenta), configurando un programma criminoso indeterminato
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore. Ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale del riesame secondo cui mancava un programma criminoso indeterminato e dunque non era configurabile il reato di associazione per delinquere: gli accordi sono stati qualificati come mirati alla commissione di reati specifici di bancarotta relativi alla gestione del gruppo familiare, non a una serie indeterminata di delitti. La decisione del riesame aveva comunque riconosciuto la gravità indiziaria e il pericolo di reiterazione nei confronti di Maurizio Senese (applicazione degli arresti domiciliari), escludendoli per i figli, ritenuti più strumenti esecutivi. Il ricorso per cassazione è stato dichiarato non meritevole di accoglimento
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8
Norma procedurale che consente la requisitoria scritta e disciplina la facoltà di non richiedere discussione orale; richiamata per l'assunzione della requisitoria del Sostituto Procuratore generale in sede di cassazione
decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16
Norma di proroga della disciplina processuale emergenziale richiamata quale norma di riferimento per la prosecuzione della disciplina di cui al d.l. n.137/2020
art. 173, comma 1, disposizioni attuative cod. proc. pen.
Limita l'ambito di deduzione in cassazione; invocata per delimitare i motivi e i limiti entro cui il Procuratore ha potuto impugnare l'ordinanza
Sez. 5, n. 1964 del 07/12/2018 (Magnani, Rv. 274442)
Giurisprudenza richiamata sul principio distintivo tra associazione per delinquere e concorso nel reato continuato: l'associazione richiede un accordo diretto a un programma criminoso più vasto, volto alla commissione di una serie indeterminata di reati, anche indipendentemente dalla consumazione di ciascuno
Massime di principio
- Per configurare l'associazione per delinquere è necessario dimostrare un accordo volto alla realizzazione di un programma criminoso indeterminato; la mera ripetizione dello stesso schema illecito per un numero definito di società può integrare plurimi reati ma non necessariamente un'associazione.
- In sede cautelare la gravità indiziaria va valutata distintamente per ciascun indagato e per ciascun capo: la centralità e il ruolo operativo di uno solo degli indagati possono giustificare misure cautelari nei suoi confronti senza che ciò implichi misure analoghe per i collaboratori strumentali.
- Il pericolo di reiterazione (periculum libertatis) può sostenere l'applicazione di misure restrittive quando emergono condotte ripetute e attuali, specie se l'indagato ha continuato a operare dopo un precedente fallimento.
- La distinzione tra programma criminoso indeterminato e gestione illecita di singoli enti societari è cruciale: prove che mostrino la finalità esclusiva di distrarre beni di specifiche società favoriscono l'esclusione dell'associazione per delinquere.
- In cassazione i rimedi sono limitati ai motivi ammessi dalle disposizioni attuative; chi impugna deve confrontarsi con la motivazione del giudice del riesame e dimostrare l'errore nella valutazione dei presupposti di fatto o di diritto.
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