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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18966/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva ridotto ma mantenuto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca nei suoi confronti, contestando la sussistenza della sproporzione tra le disponibilità patrimoniali e i redditi legittimi. Contestava errori nel calcolo delle "fonti" e delle "uscite" (omissione o travisamento di poste quali euro 42.010,01 di redditi soggetti a tassazione separata per 2013-2014; euro 7.247,20 indicato come scoperto conto corrente al 31/12/2017; euro 8.500 per vendita autovettura; euro 48.500 relativi a due finanziamenti del 2017; e presunte inesattezze su bonifici da euro 20.000), sostenendo che, se correttamente computate, le somme giustificano l'origine lecita del patrimonio e quindi rendono insussistente la sproporzione che legittima il sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze del ricorrente attengano a questioni di fatto e alla valutazione delle poste contabili (ricostruzione delle fonti e degli impieghi), materia non sindacabile in Cassazione con un ricorso per i provvedimenti su misure cautelari reali salvo che sussista una violazione di legge o una motivazione del tutto mancante o radicalmente carente. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione sufficiente sulle ragioni per cui le osservazioni difensive non intaccavano integralmente il calcolo della sproporzione e ha quindi confermato l'ordinanza impugnata nella sostanza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di concussione; nel caso era il reato contestato a Giannoccaro (abusando della pubblica funzione avrebbe indotto l'imprenditore a versare euro 3.000). La norma funge da titolo di reato a fondamento del fumus commissi delicti valutato ai fini del sequestro.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma relativa alla confisca per sproporzione; utilizzata per valutare se il sequestro preventivo finalizzato alla confisca fosse giustificato dalla sproporzione tra patrimonio e redditi dichiarati/proventi leciti.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Disposizione sulle misure cautelari reali (sequestro); richiamata in relazione ai presupposti per il mantenimento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma sul contenuto e sui requisiti della motivazione. Il ricorrente denunciava incompletezza della motivazione; la Corte ha ritenuto tuttavia che le censure fossero principalmente di carattere fattuale e dunque non idonee a fondare il ricorso per cassazione per vizio di motivazione secondo i limiti previsti.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Regola ammissibilità del ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari per violazione di legge. La Corte ha applicato questo principio per affermare che solo vizi di diritto o carenza assoluta della motivazione possono rendere ammissibile il ricorso; le valutazioni meramente critiche dell'impianto argomentativo sono inammissibili in questa sede.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamata dalla giurisprudenza citata: motivo di ricorso per la Cassazione relativo alla manifesta illogicità della motivazione. La Corte ha puntualizzato che tale censura non è il canale corretto contro le decisioni sulle misure reali salvo che la motivazione sia del tutto mancante o radicalmente carente.

Massime di principio

  • Il ricorso per Cassazione avverso provvedimenti in materia di sequestro preventivo o cautelare reale è ammesso principalmente per violazione di legge o per mancanza assoluta/gravissima della motivazione; contestazioni che riguardano valutazioni di fatto o la ricostruzione contabile sono in gran parte inammissibili.
  • Quando si impugna un provvedimento cautelare basato su una presunta sproporzione patrimoniale, è essenziale dimostrare un vizio giuridico nella valutazione (es. omissione di un elemento probatorio giuridicamente rilevante o palese errore di diritto), non limitarsi a ribattere sulle valutazioni delle poste contabili.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro per sproporzione conviene produrre, nelle fasi di merito e di riesame, documentazione completa e riconducibile temporalmente (estratti conto con saldi iniziali e finali, atti di mutuo/finanziamento, documenti fiscali che dimostrino redditi tassati separatamente), e chiedere l'accertamento puntuale delle singole poste da parte del giudice della cautela.
  • Nel motivare un ricorso in Cassazione occorre inquadrare le censure come specifiche violazioni di legge o di regole procedurali sulla motivazione; la mera deduzione di un diverso apprezzamento probatorio sarà dichiarata inammissibile.
  • Il rischio di condanna per spese e sanzione pecuniaria aumenta quando il ricorso appare direzionato a sindacare valutazioni fattuali non sindacabili in Cassazione; valutare la fondatezza giuridica del motivo prima di proporre il ricorso.

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