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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29733/2026 del 05/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, già assolto in primo grado e poi condannato in sede di rinvio dalla Corte di appello di Firenze, ha impugnato la sentenza deducendo: (1) vizio di motivazione sull'elemento soggettivo del reato, sostenendo che la copia del contrassegno per invalidi era stata predisposta per sopperire al temporaneo smarrimento dell'originale della titolare e che il suo utilizzo sarebbe avvenuto per errore; ha inoltre evidenziato che egli disponeva comunque di un diverso pass che gli consentiva l'accesso e la sosta nella ZTL; (2) omessa motivazione sul diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, richiesta dalla difesa in udienza.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato/inammissibile il primo motivo perché la Corte di appello si era conformata ai principi di diritto fissati nel giudizio rescindente e aveva congruamente motivato sulla natura decettiva della copia del permesso, sostanzialmente identica all'originale per dimensioni e colore, utilizzata come tale. Ha invece ritenuto fondato il secondo motivo, rilevando l'omessa pronuncia sull'art. 131-bis c.p.; tuttavia non ha disposto rinvio perché, nelle more tra il decreto di citazione a giudizio in primo grado e quello in appello, era maturata la prescrizione del reato, computata anche la sospensione emergenziale COVID. La sentenza impugnata è stata quindi annullata senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • artt. 477 e 482 c.p.

    La formazione e l'uso di una copia di un permesso, quando questa assuma l'apparenza dell'originale e venga utilizzata come tale, integrano la fattispecie di falso materiale/uso di atto falso richiamata dalla contestazione.

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte rileva che la sentenza impugnata ha omesso di pronunciarsi sulla richiesta di particolare tenuità del fatto.

  • art. 83, comma 4, d.l. 17 marzo 2020, n. 18 conv. in l. 24 aprile 2020, n. 27

    Il periodo di sospensione emergenziale va computato ai fini del calcolo del termine prescrizionale.

  • art. 492 c.p.

    La Corte richiama il principio per cui hanno rilevanza penale le condotte di falsificazione di copie che tengono luogo degli originali, qualora il documento abbia l'apparenza dell'originale e sia utilizzato come tale.

Massime di principio

  • Integra il reato di falso la formazione di una copia che non si presenti come mera riproduzione fotostatica, ma assuma l'apparenza dell'atto originale e venga impiegata come se fosse l'originale stesso.
  • Quando la motivazione del giudice di merito è congrua e logicamente coerente, non è consentito in cassazione chiedere una nuova valutazione del compendio probatorio o una diversa lettura delle dichiarazioni dell'imputato e delle fonti di prova.
  • L'omessa pronuncia sulla richiesta di particolare tenuità del fatto costituisce vizio rilevante; tuttavia, se nelle more del giudizio di legittimità il reato risulta estinto per prescrizione, l'annullamento va pronunciato senza rinvio.
  • Ai fini della prescrizione devono essere computati anche i periodi di sospensione espressamente previsti dalla normativa emergenziale COVID.
  • La valutazione circa la rilevanza e attendibilità delle prove, nonché la scelta tra versioni difensive contrapposte, appartiene al giudice di merito ed è sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità o mancanza di motivazione.

Come è indicizzato

MaterieFalsità in atto pubblicoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
SottomaterieFalsità materiale
IstitutiPrescrizione del reatoParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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