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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22565/2023 del 24/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ruscica ha chiesto, mediante incidente di esecuzione, la rideterminazione della pena inflitta con la sentenza della Corte d'appello di Catania del 7 maggio 2020 (irrevocabile il 7/10/2020) che lo aveva condannato a 4 anni per art. 73 d.P.R. 309/90, deducendo che nella successiva sentenza del Tribunale di Catania del 13/01/2021 (non ancora definitiva) era stata riconosciuta la continuazione e che il calcolo della pena non rendeva chiaro quale fosse la parte di pena imputabile al reato originario; sosteneva inoltre la formazione di un giudicato parziale sul quantum per il primo reato per il mancato appello del pubblico ministero sulla pena.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'istanza di rideterminazione riguardava profili connessi a una sentenza non definitiva (la sentenza che ha inflitto 20 anni non era ancora irrevocabile). La Corte ha ritenuto che la formazione del giudicato sulla pena del reato "satellite" richiede la definitività dell'accertamento di responsabilità sui reati oggetto della sentenza successiva: se in appello dovessero venire meno tali condanne, verrebbe meno anche la continuazione e la pena del reato iniziale ritornerebbe autonoma. Perciò non si è formato giudicato sul quantum riferito alla continuazione esterna e l'istanza era manifestamente infondata. Condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.1 c.p.p.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Un incidente di esecuzione volto a rideterminare la pena è inammissibile se riguarda profili connessi a sentenze non definitive: la rideterminazione della pena complessiva compete al giudice di cognizione quando la sentenza è impugnabile.
  • Il "giudicato parziale" sul quantum della pena si forma solo se l'accertamento di responsabilità cui quel quantum è vincolato è definitivo; non basta il mancato appello del pubblico ministero su un punto se la completezza del quadro sanzionatorio dipende da sentenze non ancora irrevocabili.
  • La qualificazione e l'esistenza della continuazione tra reati che compongono un unico piano sanzionatorio richiedono la definitività delle condanne tra le parti che formano la continuazione: fino a che tali condanne non sono definitive, la pena del reato "satellite" può essere riconsiderata in sede di cognizione.
  • Se si vuole impedire che in sede d'appello venga inflitta una pena maggiore sul singolo reato, è preferibile far valere la questione nel grado di cognizione (appello) e non tramite incidente di esecuzione, quando esistono sentenze interconnesse non definitive.
  • In casi di pluralità di condanne e contestata continuazione, chi impugna dovrebbe puntare alla definizione complessiva in sede di cognizione o attendere la definitività delle sentenze prima di proporre istanze esecutive tese a rideterminare singoli quanti di pena.

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