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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36021/2023 del 29/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Latina che aveva dichiarato inammissibili le istanze di annullamento o revoca del decreto di sequestro preventivo su due corpi di fabbrica (cinque unità abitative ciascuno) di proprietà della G.F.S. Costruzioni s.r.l. Gabrielli aveva proposto il riesame come legale rappresentante della società ma senza conferire procura speciale al difensore; Salati aveva proposto il riesame in qualità di direttore dei lavori, affermando di avere la disponibilità dell'area e quindi interesse al dissequestro. I ricorrenti deducevano violazioni di legge (artt. 125, 322, 324 e 568 c.p.p.) e lesione del diritto di difesa, sostenendo che l'art. 322 c.p.p. legittima all'impugnazione anche soggetti diversi dal titolare formale del bene e che la procura speciale non sarebbe necessaria quando l'istante è indagato o quando agisce come rappresentante sociale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha confermato che: (1) Salati, pur astrattamente legittimato a richiedere il riesame ai sensi dell'art. 322 c.p.p., non ha interesse concreto all'impugnazione perché non ha dimostrato un titolo giuridico (diritto reale o obbligatorio) che giustifichi la richiesta di restituzione dell'area e quindi il risultato utile perseguito dal riesame; il mero ruolo di direttore dei lavori e il possesso materiale non sono sufficienti; (2) Gabrielli, che ha agito in qualità di legale rappresentante della società, non aveva conferito al difensore una procura speciale per proporre il riesame per conto dell'ente: la mera nomina del difensore non basta quando si agisce in nome di un soggetto diverso dall'imputato (art. 100 c.p.p.), per il quale è invece sufficiente la nomina; pertanto l'impugnazione proposta per conto della società era inammissibile. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Attribuisce astrattamente la legittimazione a proporre il riesame all'imputato, alla persona alla quale le cose sono state sequestrate e a quella che avrebbe diritto alla loro restituzione; la Corte precisa però che questa legittimazione astratta richiede, per l'ammissibilità, la dimostrazione di un interesse concreto e attuale collegato alla possibilità di ottenere la restituzione della cosa

  • art. 568 cod. proc. pen.

    Regola l'ammissibilità dei mezzi di impugnazione: la Corte richiama il comma quarto (e l'onere di dedurre l'interesse) e afferma che chi impugna deve indicare le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sostengono la sua relazione con la cosa sottoposta a sequestro

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Ribadisce i criteri generali sull'ammissibilità dell'impugnazione (interesse a impugnare) che devono essere applicati anche nel caso di riesame di misure reali

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Norma richiamata relativamente agli oneri probatori e di deduzione necessari per l'ammissibilità dell'impugnazione (art. 581, comma 1, lett. d) è richiamata come riferimento all'onere di dedurre l'interesse)

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Stabilisce che le parti diverse dall'imputato devono stare in giudizio con il ministero di un difensore munito di procura speciale; la Corte ne deduce che la mera nomina del difensore non è sufficiente per chi agisce per conto di un ente o di un terzo

  • art. 96 cod. proc. pen.

    Richiamato nel confronto tra la nomina del difensore (sufficiente per l'imputato) e la procura speciale richiesta per altri soggetti: la nomina è un negozio unilaterale che conferisce lo jus postulandi all'imputato

  • art. 83 cod. proc. civ.

    Usato in riferimento analogico alla procura ad litem del rito civile per spiegare la natura e i limiti della procura speciale nel processo penale

Massime di principio

  • Per proporre il riesame di un sequestro preventivo su beni reali occorre non solo l'astratta legittimazione prevista dall'art. 322 c.p.p., ma anche un interesse concreto e attuale misurabile nella possibilità di ottenere la restituzione del bene; il ricorrente deve dimostrare un titolo giuridico che giustifichi tale restituzione (diritto reale o obbligatorio derivante da un rapporto contrattuale).
  • Il mero possesso materiale o il ruolo di direttore dei lavori non attribuiscono automaticamente l'interesse necessario all'impugnazione del sequestro: bisogna documentare una relazione giuridicamente qualificata con la cosa sequestrata.
  • Quando si impugna in rappresentanza di una società o di un soggetto diverso dall'imputato, il difensore deve essere munito di procura speciale per poter proporre il riesame per conto dell'ente; la semplice nomina del difensore da parte della persona che è anche indagata non supplisce a questa esigenza quando si agisce per l'ente.
  • L'impugnazione cautelare deve essere funzionale a un risultato immediatamente produttivo di effetti nella sfera giuridica dell'impugnante (es. restituzione della cosa); non può essere usata per anticipare questioni di merito che spettano al giudizio principale.
  • In situazioni di incertezza, prima di proporre il riesame, è prudente acquisire e documentare il titolo giuridico che giustifica la detenzione o la pretesa di restituzione del bene (contratti, atti di trasferimento, titoli di detenzione qualificata) e conferire espressamente la procura speciale al difensore se si agisce per conto di terzi.

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