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Ordinanza

Ordinanza n. 162/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600449

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione comunale di risoluzione, decadenza e/o revoca della concessione e della convenzione per la riqualificazione e gestione di un palazzetto dello sport, con conseguente immissione del Comune nel possesso della struttura e apposizione dei sigilli

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società sportiva dilettantistica ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, la determinazione dirigenziale con cui il Comune ha dichiarato la risoluzione, decadenza e/o revoca della concessione e della convenzione avente a oggetto la riqualificazione e la gestione del palazzetto dello sport comunale. Sono stati impugnati anche gli atti presupposti e consequenziali, tra cui l'avvio del procedimento, il riscontro a una richiesta di accesso e il verbale di sopralluogo e di esecuzione dell'atto, con immissione del Comune nel possesso e apposizione dei sigilli. Il testo dell'ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma indica quale questione centrale la contestazione della perdita del requisito soggettivo dell'assenza di scopo di lucro, ritenuto dalla ricorrente non ostativo alla prosecuzione della concessione.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto di adeguato fumus boni iuris. Al di là della qualificazione formale utilizzata dal Comune, il provvedimento impugnato è stato ritenuto sostanzialmente fondato sulla perdita, da parte della società ricorrente, del requisito soggettivo essenziale e indefettibile dell'assenza di scopo di lucro previsto dall'art. 5 d.lgs. 38/2021. Quanto al periculum in mora, il Collegio ha considerato che l'esclusione della squadra dalle competizioni sportive nazionali restringe il pregiudizio a profili dei quali l'amministrazione si fa carico, in particolare l'utilizzazione dell'impianto per attività giovanile, oltre che a profili patrimoniali. Questi ultimi risultano adeguatamente tutelati dalle misure già adottate in esecuzione di un precedente decreto cautelare, consistenti in ulteriore custodia e inventariazione dei beni per un periodo ragionevole. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. 38/2021

    assenza di scopo di lucro

    Il requisito soggettivo dell'assenza di scopo di lucro è qualificato come essenziale e indefettibile per il regime considerato; la sua perdita costituisce il fondamento sostanziale del provvedimento comunale impugnato.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • Nella valutazione cautelare, la legittimità sostanziale dell'atto deve essere apprezzata in relazione al contenuto effettivo e alla causa concreta del provvedimento, indipendentemente dal nomen iuris utilizzato dall'amministrazione.
  • Quando la legge richiede l'assenza di scopo di lucro quale requisito soggettivo essenziale e indefettibile per l'accesso o la permanenza nel regime previsto, la perdita di tale requisito può sorreggere il provvedimento amministrativo anche se formalmente qualificato come risoluzione, decadenza o revoca.
  • Il periculum in mora può risultare insussistente quando il pregiudizio non patrimoniale è circoscritto a interessi di cui l'amministrazione assicura comunque la tutela e i pregiudizi patrimoniali sono adeguatamente fronteggiati da misure di custodia e inventariazione dei beni.

Come è indicizzato

MaterieImpianti sportivi
RamiSport
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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