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Ordinanza

Ordinanza n. 129/2026 - Torino, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, della determinazione nr. -OMISSIS- pers.ass.2025 di prot., del 31 gennaio 2026, del Comandante della Legione Carabinieri “PIEMONTE E -OMISSIS-” - -OMISSIS-. Ufficio Personale -, notificata in pari data All.to nr. 1 Determinazione nr. -OMISSIS- pers.ass.-OMISSIS-, del -OMISSIS-, con la quale è stata rigettata la istanza di congedo retribuito ai sensi dell’art. 42 comma 5 del D.Lgs. 151/2001 e ss.mm.ii.

Giustizia amministrativa202600419

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di congedo retribuito ex art. 42, comma 5, d.lgs. 151/2001

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, la determinazione del Comandante della Legione Carabinieri Piemonte con cui è stata respinta l'istanza di congedo retribuito per assistere un familiare invalido ai sensi dell'art. 42, comma 5, d.lgs. 151/2001. Il giudice ha rilevato che il figlio dell'assistita, convivente con la stessa al momento della presentazione dell'istanza, aveva trasferito la propria residenza soltanto dopo la comunicazione dei motivi ostativi ed era attualmente residente a meno di un chilometro dall'invalida. Ha inoltre considerato che il ricorrente, pur formalmente residente con l'invalida, presta servizio presso una sede distante oltre 800 chilometri dall'indirizzo di residenza. Tali circostanze sono state ritenute rilevanti ai fini della verifica della fondatezza della pretesa e del possibile abuso del diritto, da approfondire nel giudizio a cognizione piena.

La decisione

Il TAR ha rigettato l'istanza cautelare perché, allo stato degli atti, non ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris. In particolare, la presenza di un altro familiare, figlio dell'assistita, residente a meno di un chilometro dall'invalida dopo il mutamento di residenza intervenuto successivamente alla comunicazione dei motivi ostativi, e la distanza di oltre 800 chilometri tra la sede di servizio del ricorrente e l'abitazione dell'assistita, pongono dubbi sulla concreta ricorrenza dei presupposti del congedo e rendono necessario un ulteriore approfondimento nel merito, anche con riguardo al divieto generale di abuso del diritto. Non risulta accolta la sospensione dell'atto impugnato. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 42, comma 5, d.lgs. 151/2001

    Costituisce la base normativa dell'istanza di congedo retribuito per l'assistenza al familiare invalido; il provvedimento cautelare non definisce in via piena la portata dei relativi presupposti.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; la domanda è stata respinta per insussistenza, allo stato, del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato in materia di protezione dei dati relativi alla salute, a fondamento dell'oscuramento disposto.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale ulteriore base normativa per la tutela dei dati relativi alla salute mediante oscuramento del provvedimento.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la presenza di un familiare prossimo all'assistito e la notevole distanza tra la sede di servizio del richiedente e il luogo di residenza dell'invalido possono costituire elementi idonei a escludere, allo stato, il fumus boni iuris della domanda di congedo retribuito per assistenza familiare, rendendo necessario l'approfondimento nel merito della concreta sussistenza dei presupposti normativi.
  • La verifica giudiziale dei presupposti del congedo retribuito per assistenza a un familiare invalido può comprendere l'accertamento della concreta organizzazione familiare dell'assistenza e del possibile uso abusivo dell'istituto, anche quando il richiedente condivida formalmente la residenza con l'assistito.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareAbuso del diritto e del processoOnere della prova e principio dispositivo

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