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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27827/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi per cassazione contestavano molteplici profili: nullità per incompatibilità del difensore d'ufficio (art. 106 c.4-bis) e conseguente inutilizzabilità delle dichiarazioni, vizio di motivazione e travisamento della prova (art. 606 c.1, lett. b) ed e)), valutazione dell'attendibilità del collaboratore di giustizia e dei correi, mancata ammissione del rito abbreviato condizionato, mancata rinnovazione dell'istruzione dibattimentale per prova nuova (art. 603), errori nella ricostruzione del nesso causale della morte (omicidio vs. cause naturali), insussistenza del concorso di persone o, alternativamente, riconoscimento del concorso anomalo (art. 116), mancato riconoscimento delle attenuanti e della partecipazione minima (art. 62-bis, art. 114), e altre questioni processuali legate all'utilizzo di atti d'udienza.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha confermato la valutazione e la motivazione dei giudici di merito (doppia conforme): ritenuta credibile e riscontrata la narrazione del collaboratore di giustizia e dei correi, corretta la ricostruzione del concorso di persone e dell'aggravante della premeditazione, legittime le scelte processuali impugnate (rigetto di istanze di rinvio per legittimo impedimento compatibilmente con la presenza di codifensore, nomina del difensore d'ufficio senza concreto ed attuale conflitto, esclusione dell'obbligo di rinnovare istruzione dibattimentale per prova generica o non decisiva, ecc.). Non sono emerse carenze di motivazione tali da integrare i vizi dedotti; pertanto sono state confermate le sentenze di merito e respinte le richieste di rinnovazione, annullamento o rideterminazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 106 cod. proc. pen.

    comma 4-bis menzionato nel testo

    L'incompatibilità del difensore per la difesa di più imputati integra nullità solo se dimostrabile un conflitto effettivo, concreto e attuale che abbia creato un pregiudizio alla difesa; la semplice differenza di posizioni non è sufficiente.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma sulle nullità assolute; la Corte ha ritenuto che non sussistessero condizioni di nullità assoluta lamentate in rapporto alla nomina del difensore d'ufficio.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di effetti delle nullità; la Corte ha escluso l'annullamento per i profili dedotti.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b), c) ed e) frequentemente invocati

    Limiti del sindacato di legittimità: censure sulla motivazione sono ammissibili se la motivazione manca, è manifestamente illogica o contraddittoria; non è consentito al giudice di legittimità sovrapporre una diversa valutazione dei fatti salvo il travisamento della prova.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    commi riferiti alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale

    La rinnovazione in appello è eccezionale; può essere disposta solo se il giudice ritiene insufficienti gli elementi processuali e, in cassazione, la mancata rinnovazione è censurabile solo se la prova richiesta era decisiva e avrebbe potuto disarticolare la decisione.

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Riguarda le sentenze di assoluzione; le doglianze non hanno fatto emergere la mancanza assoluta della prova necessaria per l'assoluzione ai sensi della norma.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Principi sulla valutazione delle dichiarazioni rese da chiamati in correità; la Corte conferma che occorre valutare credibilità soggettiva, attendibilità intrinseca e riscontrabilità oggettiva.

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone: è sufficiente un contributo apprezzabile e riconoscibile alla realizzazione collettiva del fatto; non è richiesto che ogni concorrente fosse indispensabile per il verificarsi dell'evento.

  • art. 575 cod. pen.

    Delitto di omicidio: applicazione corretta alla fattispecie con analisi del nesso causale anche in presenza di ipotesi alternative di causalità riconducibili ai medesimi imputati.

  • art. 577 cod. pen.

    n. 3) (premeditazione) citata

    Premeditazione aggravante richiede elementi ideologici e cronologici persistenti; i giudici hanno ritenuto sussistenti entrambi in base a pianificazione e ripartizione dei ruoli.

  • art. 116 cod. pen.

    Concorso anomalo: invocazione respinta perché la prova indica congiunta partecipazione e contributo degli imputati, non un mutamento imprevedibile del titolo di reato rispetto alla partecipazione iniziale.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Attenuanti generiche: la loro concessione richiede elementi positivi concreti; la Corte ha ritenuto che tali elementi non fossero stati provati a sufficienza.

  • art. 114 cod. pen.

    Attenuante della minima partecipazione: applicabile solo se il contributo è causalmente trascurabile; i giudici di merito hanno ritenuto che il contributo degli imputati non fosse marginale.

  • art. 438 cod. proc. pen.

    richiami in tema di rito abbreviato e modifiche normative

    Disciplina dell'accesso al rito abbreviato condizionato: la riproposizione deve essere identica nei termini a quanto già chiesto; modifiche integrano una nuova istanza e possono essere inammissibili.

  • art. 420-ter cod. proc. pen.

    Norme su rinvio per legittimo impedimento: la presenza di un codifensore in udienza può legittimare il rigetto della richiesta di differimento senza violare il diritto di difesa.

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sulla motivazione è limitato: può censurare mancanza, manifesta illogicità o travisamento della prova, ma non sostituirsi al giudice di merito nella valutazione fattuale.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia vanno valutate secondo tre requisiti: credibilità soggettiva, attendibilità intrinseca e riscontrabilità oggettiva; la convergenza tra più fonti dichiarative autonome rafforza il valore probatorio.
  • La semplice nomina di un unico difensore per più imputati non determina automaticamente nullità: è necessaria la prova di un concreto conflitto d'interessi che abbia effettivamente pregiudicato la difesa.
  • La rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello è eccezionale e ammissibile solo se la prova richiesta è sopravvenuta/scoperta o era decisiva per disarticolare la decisione; decisioni motivate in senso contrario sono difficilmente ribaltabili in Cassazione.
  • Per l'ammissione al rito abbreviato condizionato vale il principio della identità della riproposizione: modifiche sostanziali rispetto alla richiesta già rigettata possono essere considerate nuove e inammissibili.
  • In ipotesi di cause multiple del decesso (più filiere causali alternative), è legittimo che il giudice affermi il nesso di causalità se tutte le ipotesi alternative sono riconducibili all'azione degli imputati e non emergono cause estranee.
  • L'aggravante della premeditazione richiede elementi cronologici e ideologici concreti (pianificazione, ripartizione dei ruoli, prove di preparazione); la sua ricostruzione è valutata in concreto dal giudice di merito e resistono ampie rilevazioni in Cassazione se la motivazione è coerente.
  • Le attenuanti generiche e la circostanza della minima partecipazione richiedono elementi positivi e specifici; l'assenza di tali elementi concreti legittima il diniego da parte del giudice di merito.

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