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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4596/2022 del 09/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per i fatti ascritti dall'art. 642 c.p.; specifiche doglianze sulla carenza motivazionale e sulla mancata acquisizione della perizia calligrafica ai sensi dell'art. 603 c.p.p., sulla insufficiente prova dell'identificazione dell'autore (possibilità di omonimia, assenza di verifiche del teste Ravanelli, differenze tra effigie e firme rispetto al documento dell'imputato), sulla mancata considerazione di elementi difensivi (assenza di vantaggio economico, uso di documento d'identità falso, diversità delle firme, identità del modus operandi) e sulla illegittima esclusione della circostanza attenuante del danno di minima entità (art. 62 n.4 c.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente agli aspetti indicati e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano, perché la Corte territoriale non ha spiegato in che modo e con quali elementi avesse individuato con certezza l'odierno ricorrente come autore e sottoscrittore dei contratti contestati (mancanza di comparazione delle sottoscrizioni, assenza di riconoscimenti o accertamenti sull'identità). Con ciò la condanna è stata disposta nuovamente a seguito di un rinnovato esame sulla identificazione e sulla valutazione probatoria.

Norme richiamate

  • art. 642 c.p.

    Norma che disciplina la fattispecie contestata; la sentenza di merito aveva confermato responsabilità per tali fatti, ma la Cassazione ha annullato la statuizione nella parte relativa all'individuazione dell'autore per carenza di motivazione probatoria

  • art. 603 c.p.p.

    Richiama l'obbligo di acquisire o spiegare la ragione per non acquisire una consulenza tecnica quando essa risulti necessaria per la decisione; la Corte ha rilevato che, in presenza di profili di non univocità probatoria (diversità di firme, uso di documenti falsi), l'omessa valutazione o l'assenza di motivazione circa l'assenza della perizia calligrafica è viziabile

  • art. 192 c.p.p.

    Principi generali sull'apprezzamento della prova e sulla necessità di motivazione; la sentenza di cassazione richiede che il giudice espliciti i criteri e gli elementi che giustificano la ricostruzione fattuale

  • art. 208 c.p.p.

    Rilevanza nella disciplina delle prove e della decisione; evocata dalla difesa per contestare la valutazione probatoria non adeguatamente motivata

  • art. 64 comma 3 lett. b) c.p.

    Invocata con riferimento alle circostanze attenuanti; la difesa censurava la mancata valutazione del danno di minima entità e delle condizioni patrimoniali della parte offesa, tema che va motivatamente valutato dal giudice

  • art. 23 comma 8 decreto-legge 28/10/2020 n.137, conv. con legge 18/12/2020 n.176

    Norma richiamata a fini processuali per la trattazione del ricorso nelle forme previste (modalita' di svolgimento dell'udienza in epoca emergenziale); non incide sul merito ma sul modo di svolgimento dell'udienza

Massime di principio

  • Quando l'identificazione dell'autore è contestata, il giudice di merito deve motivare specificamente quali elementi concreti collegano l'imputato all'atto (riconoscimenti, comparazioni documentali, perizie); l'assenza di tale motivazione può comportare annullamento e rinvio
  • Se la prova documentale presenta profili di dubbio (firme discordanti, documenti d'identità sospetti, differenze nell'effigie), il giudice dovrebbe valutare la necessità di consulenze tecniche o perizie calligrafiche e motivare l'eventuale scelta di rinunciarvi
  • Il mancato accertamento dell'identità da parte di testi chiave (es. personale che ha ricevuto l'interlocutore) riduce il valore probatorio delle dichiarazioni e richiede indagini o confronti probatori integrativi
  • Il silenzio dell'imputato non può costituire automaticamente elemento decisivo a carico senza una ponderata motivazione e contestualizzazione rispetto al quadro probatorio complessivo
  • Le circostanze attenuanti (es. danno di minima entità) vanno valutate tenendo conto dell'effettivo pregiudizio economico subito dalla parte offesa e delle sue condizioni patrimoniali; una esclusione sommaria è viziabile
  • In presenza di errori o omissioni nella motivazione sul punto cruciale della prova, la Corte di legittimità tende ad annullare con rinvio per consentire un nuovo esame e una decisione adeguatamente motivata

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