Cassazione Penale, Sentenza n. 35954/2022 del 23/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava l'ordinanza del G.i.p. (07/09/2021) che aveva applicato gli arresti domiciliari per quattro fatti qualificati ai sensi dell'art. 512-bis c.p. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) c.p.p., errata applicazione della legge penale e carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione, in particolare per omessa autonoma valutazione delle esigenze cautelari da parte del G.i.p., denunciando una motivazione 'copia-incolla' della richiesta del P.M.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale, nel rigettare la censura, abbia correttamente seguito l'orientamento di legittimità (ex multis sent. n. 31646/2018) secondo cui l'obbligo di autonoma valutazione è soddisfatto anche quando l'ordinanza riproduca parti della richiesta del P.M., se il giudice mostra una valutazione critica almeno con riferimento a singole imputazioni o alla diversa graduazione delle misure (p.es. parziale accoglimento o diniego). Il ricorso è stato giudicato generico e aspecifico, non avendo confutato adeguatamente le considerazioni del giudice di merito. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
Norma che qualifica i fatti per i quali è stata applicata la misura cautelare; indica la fattispecie di reato sottostante al provvedimento
art. 606 comma 1 lett. b) e lett. e) c.p.p.
Motivi di ricorso per cassazione richiamati dal ricorrente (violazione di norme processuali e motivazione), che la Corte ha ritenuto aspecifici e non sufficienti a superare la valutazione del giudice di merito
art. 292 comma 1 lett. c) e comma 2 c.p.p.
Prevede l'obbligo per il giudice di indicare le esigenze cautelari e i gravi indizi; la Corte interpreta che tale obbligo può ritenersi assolto anche se l'ordinanza contiene parti 'copia-incolla' della richiesta del P.M., purché emergano elementi di valutazione critica (es. parziale accoglimento/diniego)
Modifica normativa che ha inciso sull'art. 292 c.p.p., richiedendo maggiore motivazione e valutazione critica del giudice; la Corte interpreta l'effetto della modifica in linea con la giurisprudenza richiamata
art. 23 comma 8 dl. n. 137/2020
Norma richiamata rispetto alla modalità di trattazione del procedimento (citata in relazione allo svolgimento dell'udienza), senza incidere sul merito dell'applicazione della misura
Norma che disciplina l'inammissibilità del ricorso e le relative conseguenze; applicata per dichiarare inammissibile il ricorso e per la condanna alle spese e alla somma a favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- La mera riproduzione testuale delle argomentazioni del Pubblico Ministero non comporta automaticamente la nullità dell'ordinanza cautelare se il giudice opera una valutazione critica almeno su singole imputazioni o sulla graduazione delle misure (p.es. accettando solo alcune richieste).
- Per contestare con successo la presunta mancanza di autonoma valutazione è necessario muovere censure specifiche e circostanziate che dimostrino in che punti l'ordinanza non abbia compiuto alcuna valutazione critica, non bastano affermazioni generiche di 'copia-incolla'.
- La giurisprudenza di legittimità prevalente ammette che l'obbligo motivazionale sia soddisfatto anche in presenza di formule riprese dalla richiesta del P.M., quando emergono elementi che evidenziano una scelta non meramente adesiva (es. parziale accoglimento o diversa graduazione delle misure).
- Ricorsi inammissibili o aspecifici possono essere sanzionati con condanne alle spese e con somme a favore della Cassa delle ammende; quindi, valutare il merito e la specificità delle doglianze prima di proporre impugnazioni.
- In una situazione simile, il difensore dovrebbe indicare esattamente quali passaggi motivazionali mancano o sono illogici, confrontare punto per punto la richiesta cautelare e l'ordinanza, e citare giurisprudenza contrastante se si intende opporsi all'orientamento consolidato.
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